TV satellitare: gli abbonati Rai costretti a guardare gli Europei di calcio sulla TV tedesca

La Rai, ottenuti i diritti per gli Europei 2008, disattendendo il contratto di servizio che la impegna al rispetto della neutralità tecnologica, ha optato una politica per il digitale
tutta sbilanciata su un’unica piattaforma, quella terrestre.

Chi possiede un decoder Dtt infatti può vedere gli Europei in 16:9, il formato panoramico che in molti paesi è ormai realtà consolidata; i possessori di un decoder Dtt-hd
possono anche, se abitanti in una delle zone raggiunte dal segnale, godere dell’alta definizione «in chiaro».

Differente il discorso sulle piattaforme satellitari e Iptv che, ricordiamo, sono state scelte da circa 7 milioni di italiani che le hanno preferite, per adeguarsi alla tv digitale, a volte per
necessità, a quella terrestre.
Sul satellite la politica Rai passa per l’acquisto di diritti per il solo nostro paese e conseguente criptaggio del segnale, senza però fornire ancora, a chi paga il canone, le famose
schede per la decodifica, obbligando di fatto gli italiani che hanno optato per questa piattaforma a passare per l’abbonamento a Sky, cioè almeno 15 euro al mese.

Il dazio peraltro non è sufficiente per godere dei pari diritti della piattaforma terrestre, perché la Rai ha deciso di trasmettere, su cavo (IPTV) e satellite, nel vecchio
formato 4/3, lo stesso della piattaforma analogica.
La scelta non sembra dovuta a problemi tecnici, visto che il canale satellitare e terrestre, Sport ,alterna tranquillamente programmi nel formato tradizionale a quelli in formato panoramico. E
allora, cosa possono fare gli italiani in cerca di pari dignità tecnologica? Cercare tra le Tv estere, come quella tedesca, che avendo acquistato i diritti per tutta l’Europa, trasmette
in chiaro e in formato panoramico.

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