Turisti Cinesi in Italia: sono i giapponesi d’un tempo – In primis i prodotti di lusso

Turisti Cinesi in Italia: sono i giapponesi d’un tempo – In primis i prodotti di lusso

“Cinesi, i giapponesi d’un tempo” articolo di Italia Oggi del 31/12/2013 ispirato al Rapporto di IEA Europe Asia Institute- Istituto Europa Asia sul turismo cinese in Italia.
Pubblichiamo l’aggiornamento del RAPPORTO
I cinesi che passano per Milano consumano in città il 41% del loro budget italiano di quasi 6.000 euro.
Achille Colombo Clerici (Presidente Istituto Europa Asia): Un buon segnale in vista di Expo 2015

Mentre il 2013 ha visto il settore in Italia registrare il segno meno per il quinto anno consecutivo

ITALIA AL SESTO POSTO NELLE METE DEI TURISTI CINESI

Nel 2013 l’Italia si è piazzata al sesto posto tra i top ten mondiali nella destinazione dei 90 milioni di turisti cinesi.

Nel 2012 era fuori classifica (fatto importante perché la Cina si e’ collocata nel 2012 alla testa del mercato turistico, con 102 miliardi di dollari, ed un aumento quest’anno del 23%).

Le mete sono quelle tradizionali: città d’arte e dello shopping in testa, Milano, Roma, Venezia Firenze, ma anche località turistiche meno scontate (come Napoli, Lago di Como, Forte dei Marmi, le Cinque Terre e Capri).

E’ preferita dalla classe medio-alta (e quindi con buone possibilità economiche) che abbina voglia di lusso, di benessere, di cultura, di enogastronomia.

“Un buon segnale – afferma Achille Colombo Clerici,  Presidente dell’Istituto Europa Asia – in previsione di Expo 2015, anno che vedrà 100 milioni di cinesi in giro per il
mondo.

E’ dovere e necessità del nostro Paese assicurarsene una buona parte: oggi sbarcano in Italia di rimbalzo, all’interno di viaggi organizzati che cominciano centinaia di chilometri
più a nord, da Francoforte o Parigi.

Il turismo cinese in Italia, in altre parole, e’ secondario: viene in Italia e di sfuggita, perche’ arriva principalmente in altri Paesi europei.

Occorre invertire questa impostazione.

Dipenderà dagli operatori turistici, in particolare dagli albergatori  che devono predisporre ambienti “amichevoli” (ad esempio, piatti cinesi, bollitore per il tè nelle
stanze, collegamenti tv via satellite con emittenti cinesi, organizzazione di shopping tour, di visite ai monumenti cittadini e alle località enogastronomiche  dei dintorni
ecc.).

Ma molto dipendera’ anche dal sistema-Italia in campo turistico. “.

Nel 2011 i turisti cinesi in Europa hanno superato i 4 milioni.

A differenza del turista europeo, e in particolare italiano, che all’estero dedica poco tempo e spesa allo shopping, il turista asiatico acquista parecchio.

Logiche le spiegazioni: in Europa, in primis in Italia, si producono le cose più belle del mondo, difficile trovarle in altri Paesi; in Asia i prodotti italiani rappresentano uno status
symbol e sono molto più costosi che da noi.

Si calcola che la spesa dei turisti cinesi all’estero sia in media di  5.400 euro, il 47% di questo budget è speso direttamente in shopping.

E secondo la ricerca FT China Confidential, aumenterà del 34%.

I marchi preferiti sono quelli di alta gamma – borse, scarpe, vestiti, gioielli – che in Italia si trovano autentici e non contraffatti.

A Milano comprano come facevano i giapponesi 10 anni fa; escono con le borse piene.

In particolare, i cinesi che passano per Milano consumano in città il 41% del loro budget italiano, il 24% solo nei negozi di via Montenapoleone, a ruota seguono gli store in Galleria,in Via Spiga, in via S. Andrea, in via Verri, S. Babila, via Manzoni , via Vittorio Emanuele e via Dante.

Foto: Achille Colombo Clerici con il Console Generale di Cina signora Liang Hui ad un pranzo ufficiale

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