Totalizzazione dei contributi assicurativi e riscatto della laurea

D: Volevo sapere in che cosa consistono le nuove regole dettate dalla riforma del Welfare che prevedono un ulteriore incremento di denaro per il riscatto della laurea. In fase dichiarativa,
il contributo è deducibile dal reddito?

R: Non è proprio così, infatti la Riforma del Welfare del dicembre 2007 (L. 24 Dicembre 2007, n. 247) ha previsto all’articolo 1, commi da 76 a 78 che per la totalizzazione dei
contributi assicurativi e per il riscatto della durata dei corsi universitari di studio a fini pensionistici dal 1° gennaio 2008 viene ridotto da 6 anni a 3 anni la durata minima degli
«spezzoni» contributivi da poter sommare agli altri per poter avere la liquidazione di una pensione unica.
In particolare per quanto attiene al riscatto della laurea, per i periodi per i quali trova applicazione il sistema retributivo o contributivo, il contributo da riscattare potrà essere
versato ai regimi previdenziali di appartenenza in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza l’applicazione di interessi per la rateizzazione.

Il riscatto è esercitatile anche per i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza, con versamento all’Inps di un contributo pari, per ogni anno da riscattare, al
livello minimo imponibile annuo previsto per le gestioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni
pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.
Il contributo è fiscalmente deducibile dall’interessato o detraibile dall’imposta dovuta dai soggetti di cui l’interessato risulti fiscalmente a carico nella misura del 19% dell’importo
stesso. I periodi riscattati diventano utili ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione.

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