Studi di settore promossi, arriva il sì della Commissione Rey

Gli studi di settore sono uno strumento efficace, in grado di avvicinare contribuenti, imprenditori e pubblica amministrazione, è la valutazione espressa dalla Commissione Rey nella sua
relazione conclusiva, l’organo, istituito nel marzo del 2007 dall’on Vincenzo Visco per condurre uno studio sulle «problematiche inerenti gli Studi di Settore» e presieduto dal
professor Guido Rey, passerà ora il documento allo stesso on. Visco che ne darà comunicazione al Parlamento.

Il lavoro della Commissione. Nei 10 mesi di attività ha proceduto all’audizione di tutti i soggetti interessati alla materia: Dipartimento delle Politiche Fiscali, Agenzia delle
Entrate, Sose, Sogei, Guardia di Finanza, esperti delle diverse associazioni di categoria. La corposa documentazione acquisita è stata analizzata anche con il contributo e l’ausilio di
esperti esterni.

Le conclusioni. Secondo la Commissione lo strumento degli Studi di Settore è valido sia come ausilio all’accertamento fiscale, sia come elemento capace di favorire il dialogo tra
Amministrazione e contribuenti, sia come punto di riferimento per adempiere agli obblighi fiscali di imprenditori, lavoratori autonomi e professionisti. La Commissione, nell’apprezzare i
risultati conseguiti con l’applicazione degli Studi di settore, ha indicato anche alcuni interventi per migliorarne l’affidabilità, in particolare: l’affinamento delle metodologie
statistiche; una ulteriore attenzione verso la tutela delle imprese di minore dimensione; un’ulteriore specificazione dei compiti e delle responsabilità del Dipartimento delle Politiche
fiscali, dell’Agenzia delle Entrate, della Sose e della Sogei nell’ambito degli studi di settore.

Gli interventi per il futuro. Nella relazione sono state infine indicate tre esigenze: quella di migliorare il controllo di qualità dei dati forniti con il modello Unico; quella
di predisporre percorsi formativi capaci di far crescere le professionalità dei funzionari e la preparazione dei contribuenti e quella di procedere, dopo i passi già compiuti in
questa legislatura, ad ulteriori progressi sul piano della trasparenza e della circolazione delle informazioni e dei dati.

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