Stabiae Antica in mostra all'Hermitage

Una straordinaria esposizione di circa 200 reperti tra affreschi, stucchi ed oggetti tutti provenienti dalle ville marittime di Stabiae Antica del I secolo dC, molti dei quali proposti per la
prima volta al pubblico, è questa «Otium Ludens», la mostra inaugurata il 7 dicembre al Museo Statale dell’Hermitage di San Pietroburgo.

L’evento è frutto della cooperazione tra la Regione Campania Assessorato al Turismo ed ai Beni Culturali, la Soprintendenza Archeologica di Pompei e la Fondazione RAS (Restoring Ancient
Stabiae) e rappresenta la prima tappa di un tour mondiale che proseguirà nei prossimi anni.
Tutti i reperti in esposizione provengono da ville d’ozio, così come venivano definite le lussuose costruzioni, dove i proprietari coltivavano i propri interessi culturali, curavano la
formazione e la curiosità intellettuale. A seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. l’intera area, così come Pompei ed Ercolano, fu ricoperta da cenere e lapilli che hanno
permesso un’ottima conservazione non solo delle costruzioni ma anche di molte decorazioni interne e suppellettili.
Gli spazi espositivi che ospitano i reperti delle ville d’ozio sono quelli della bellissima Bosporan Room, opera dell’Arch. Leo von Klenze e restaurata per l’occasione grazie all’aiuto della
Fondazione RAS, che è stata aperta nuovamente al pubblico per il vernissage proprio durante gli Hermitage Days. La Fondazione RAS ha infatti finanziato con una donazione parte dei lavori
necessari per la riapertura della sala: le pareti erano state dipinte di rosso nel secolo scorso ed il restauro, oltre all’adeguamento impiantistico, ha restituito alla sala la tenue
colorazione originale mentre il soffitto, decorato con affreschi d’ispirazione pompeiana, ha reso particolarmente interessante l’esposizione di affreschi stabiani.
I numeri della mostra sono quelli di un evento imponente: 7 ville di Stabiae Antica rappresentate, 95 affreschi, 5 stucchi dipinti, 19 bronzi, 3 oggetti di marmo bianco, 15 oggetti di ferro, 12
oggetti in vetro, 30 oggetti in terracotta e 2 oggetti in osso.
«Con la mostra ‘Otium Ludens’ – osserva Marco Di Lello, Assessore al Turismo ed ai Beni Culturali della Regione Campania – la Campania porta i suoi tesori d’arte in una delle più
prestigiose istituzioni culturali nel mondo: l’Hermitage di San Pietroburgo. Per la prima volta le antichità vesuviane sono esposte in Russia, un grande paese ma anche uno dei mercati
esteri strategici per l’economia turistica regionale. Si sostiene in quest’ottica una iniziativa volta alla promozione della Campania attraverso la diffusione della conoscenza di materiale
straordinario, come gli affreschi e gli oggetti provenienti dalle ville marittime di Stabiae del I secolo d.C., ma è anche una testimonianza della credibilità che importantissime
istituzioni culturali ripongono nei confronti della Regione Campania. Si tratta di una fiducia che è conseguenza del lavoro di programmazione che è stato svolto in questi anni
grazie alla costante e continua collaborazione tra la Regione, la Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali, le Soprintendenze e per questa occasione con la Fondazione Ras
(Restoring Ancient Stabiae).
La mostra è un biglietto da visita per presentare le molteplici opportunità della Campania all’estero, puntando ancora una volta sull’archeologia e quindi Pompei, ma anche tanto
altro. E sulla scia delle relazioni culturali già avviate la mostra ‘Otium Ludens’ tende a potenziare i legami con la Russia che manifesta sempre più interesse per la nostra
regione così come testimoniato negli ultimi mesi dall’aumento del numero di russi che hanno scelto di visitare le diverse località campane».

«La lunga storia dell’esplorazione archeologica di Stabiae, alla quale hanno contribuito iniziative di enti pubblici e di privati, conosce la significativa tappa dell’Hermitage a San
Pietroburgo – spiega il Prof. Pietro Giovanni Guzzo Soprintendente Archeologo di Pompei. E’ questa l’occasione per riflettere sui risultati raggiunti, su quanto ancora sembri opportuno
completare ed aggiungere per restituire alla cittadinanza di Castellammare di Stabia, e ad un pubblico internazionale, il fascino e l’interesse dell’area archeologica di Varano. Nel ringraziare
il museo dell’Hermitage per l’accoglienza che ci ha voluto riservare – prosegue Guzzo -, auspico l’inizio di una feconda collaborazione a vantaggio della conoscenza archeologica
vesuviana».
Stabiae Antica, dimenticata per circa 200 anni, torna ora alla ribalta grazie anche allo sforzo organizzativo dell’Arch. Angela Vinci, Coordinatore Generale della mostra, che ne ha curato,
inoltre, il progetto d’allestimento nella restaurata Bosporan Room insieme all’Arch. Salvatore Abbate. L’organizzazione si è avvalsa della preziosa collaborazione di Francesco Bigazzi
del Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo.
«La Fondazione Restoring Ancient Stabiae – anticipa il Notaio Ferdinando Spagnuolo Consigliere Delegato della Fondazione – di concerto con l’Hermitage, organizzerà durante i mesi
di apertura della mostra i cosiddetti «archeoeventi», una serie di incontri relativi a specifici aspetti della cultura del tempo: archeoenologia, archeogastronomia, archeomusica,
archeoteatro, archeomoda, archeogioielleria e archeosalus. E’ previsto anche un ciclo di conferenze dedicate ai Grandi Viaggiatori Russi in Campania. Tali conferenze – prosegue Spagnuolo –
abbineranno i viaggiatori alle località campane nelle quali hanno vissuto ed operato: Scendrin a Stabia, Massime a Positano, Briullov a Ercolano e Rostovzev a Pompei».
Il tour della mostra è stato accompagnato dal video «The last night of Stabiae», una ricostruzione virtuale di Villa San Marco e dell’eruzione del 79 d.C., e da una serie di
eventi collaterali, ospitati nel teatro di corte del museo, volti a favorire la promozione della cultura e dell’identità della Campania in Russia.

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