Rifiuti: più energia pulita da scarti e biomasse in Lombardia

Lombardia, 21 Novembre 2007 – Produrre energia elettrica e termica da rifiuti e biomasse nel pieno rispetto dell’ambiente utilizzando tecnologie innovative basate sulla dissociazione
molecolare, è stato questo il tema del convegno «La dissociazione molecolare: energia pulita da rifiuti e biomasse», organizzato da All Way ed Energo, che si è svolto
all’auditorium Gaber della Regione Lombardia.

«La dissociazione molecolare – ha detto l’assessore regionale alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi – è una tecnologia diffusa in
tutto il mondo e recentemente è stata introdotta anche in Italia. Regione lombardia, che vuole essere all’avanguardia e dare spazio a impianti innovativi e che abbiano a cuore la tutela
dell’ambiente, ha già autorizzato due gassificatori in provincia di Pavia«.
Attraverso il dissociatore molecolare è possibile smaltire qualsiasi tipo di rifiuti, compresi quelli speciali e ospedalieri che non possono essere inseriti nei termovalorizzatori, e
trattare anche biomasse, fanghi di depurazione e tutti i materiali di natura organica.
In pratica, con la dissociazione molecolare le molecole di origine organica vengono disassemblate per essere successivamente riassemblate in composti più semplici che producono un gas
sintetico, pulito e versatile.
Questo gas sintetico, chiamato comunemente Syngas, può essere bruciato in una caldaia per ottenere calore, oppure utilizzato in un motore a scoppio o in una turbina a gas, riformato in
idrogeno per essere utilizzato in una cella a combustibile.

«L’efficienza energetica di un dissociatore molecolare – ha continuato Buscemi – è elevatissima, fino all’80% dell’energia caricata viene recuperata nel gas«.
Il processo di dissociazione molecolare avviene in un ambiente sigillato e in carenza di ossigeno. Questo permette di trattare contemporaneamente e senza lavorazioni preventive qualunque tipo
di materiale. Al termine del processo di dissociazione molecolare, il materiale organico viene degradato in ceneri mentre i materiali inorganici come vetro e metalli non vengono dissociati
permettendo perciò una ulteriore raccolta differenziata a valle del trattamento.
Anche lo spazio di un dissociatore molecolare è a basso impatto ambientale.
«Un impianto per lo smaltimento dei rifiuti di 60.000 tonnellate all’anno – ha concluso l’assessore Buscemi – non richiede più di 2.500 metri quadrati. Quindi, anche dal punto di
vista dell’impatto ambientale la dissociazione molecolare è una strada da percorrere«.

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