REPowerEU e le alternative al gas

REPowerEU e le alternative al gas

REPowerEU e le alternative al gas

Affrancare l’Europa dai combustibili fossili russi ben prima del 2030, cominciando con il gas. E’ il piano della Commissione Europea REPowerEU che prevede inoltre una serie di misure volte a rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia

Articolo su QN IL GIORNO del 12 marzo 2022

 

di Achille Colombo Clerici

Affrancare l’Europa dai combustibili fossili russi ben prima del 2030, cominciando con il gas. E’ il piano della Commissione Europea REPowerEU che prevede inoltre una serie di misure volte a rispondere all’aumento dei prezzi dell’energia e a ricostituire le scorte di gas per il prossimo inverno. L’UE importa il 90 % del gas che consuma e la Russia fornisce circa il 45 % di tali importazioni, in percentuali che vedono in testa Germania e Italia.

L’ha annunciato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione. REPowerEU mirerà a diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, accelerare la diffusione di gas rinnovabili e sostituire il gas nel riscaldamento e nella produzione di energia, rendendo così possibile ridurre di due terzi la domanda dell’UE di gas russo entro la fine dell’anno.

Articolata la strategia. Per quanto riguarda i prezzi elevati sui consumatori privati, attenuarne l’impatto ridistribuendo agli stessi le entrate derivanti dagli elevati profitti del settore energetico e dallo scambio di quote di emissione; fornire sostegno a breve termine alle imprese e contribuire a ridurne l’esposizione alla volatilità dei prezzi dell’energia a medio-lungo termine.

Gli impianti di stoccaggio sotterraneo di gas in tutta l’UE verranno riempiti per almeno il 90 % della capacità entro il 1º ottobre di ogni anno. Verrà importato  più gas da altri Paesi, investendo nelle infrastrutture necessarie. Circa 50 miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas naturale liquefatto possono arrivare da Stati Uniti, Qatar, Egitto e altri Stati africani, mentre altri 10 miliardi di combustibile tradizionale correrebbero lungo i canali già aperti con Azerbaijan, Algeria e Norvegia.

Servirà però anche lavorare sulla transizione ecologica, modificando i modelli industriali basati esclusivamente su combustibili fossili. Saranno accelerate le procedure per gli impianti che producono energie rinnovabili, così come le infrastrutture necessarie all’idrogeno. Il target del biometano, un gas che si ottiene da scarti agricoli, è raddoppiato fino a raggiungere i 35 miliardi di metri cubi annui entro il 2030.

Ma tutti noi dovremmo dare un contributo. Per citare, efficientamento energetico degli edifici e riduzione di un grado della temperatura dei nostri termostati.

 

Foto Copertina: elaborazione grafica di Newsfood.com

 

 

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