Ravvedimento operoso anche in agricoltura, finalmente. 200.000 ettari da greening a coltivabili senza perdere pagamenti Pac  

Ravvedimento operoso anche in agricoltura, finalmente. 200.000 ettari da greening a coltivabili senza perdere pagamenti Pac  

Ravvedimento operoso anche in agricoltura, finalmente. 200.000 ettari da greening a coltivabili senza perdere pagamenti Pac

 

 

 

 

Ravvedimento operoso anche in agricoltura, finalmente. 200.000 ettari da greening a coltivabili senza perdere pagamenti Pac

Pubblicato su GU finalmente il decreto del ministro politiche agricole Stefano Patuanelli che fa rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta, ovvero che terreni agricoli ovvero superfici agrarie utili ( non boschi) che erano stati esclusi dalla Pac Europa fino al 2027, vengono riammessi alla coltivazione agraria e produttiva. Sono anni che come CevesUni, centro ricerca studi e analisi in campo agroalimentare ed enogastronomico, insistevamo sulla necessità di rivedere per l’Italia tutto il sistema del greening ovvero dell’inverdimento a seguito dei diversi regolamenti UE sulla politica agraria che imponevano un abbandono dalla coltivazione di campi utili e produttivi per ottenere il pagamento previsto dagli aiuti e misure europee.

Il DM rende operative le deroghe ai regolamenti comunitari, in concreto circa 200.000 ettari di terreni agrari saranno riammessi nella filiera produttiva per essere coltivati. La richiesta Ovse-Ceves, senza negare e togliere l’importanza delle aree greening obbligatorie in certi paesi e certe regioni e certe aree agrarie europee fortemente intensive nella coltivazione e uso per allevamenti di terreni, non era basata su un nazionalismo o su una autoproduttività per eliminare altre importazioni agricole e alimentari, ma solo perché è più utile una deterrenza periodica o un riposo naturale temporaneo dei terreni e una certezza che la “estensione” delle coltivazioni e allevamenti sono molto più utili all’ambiente in generale che le produzioni concentrate e “intensive” su superfici minori. Non neghiamo che è meglio produrre 100 quintali di frumento ad ettaro che 60 quintali, ma in una ottica di governo della produzione, del commercio, del prezzo per favorire un accesso al cibo a tutti e a più vaste popolazioni affamate e in crisi.

La guerra dell’Ucraina ha svegliato anche tanti arroccati sulle posizioni passive e obbligate del greening invece che una politica di maggiore estensione delle colture e delle coltivazioni puntando più sulla biodiversità territoriale piuttosto che alla monocultura come avviene in certi paesi del nord Europa con gli insilati di mais o di soia.  In questa soluzione di guerra e di crisi alimentare non bisogna dimenticare quanti fattori speculativi sono connessi e quanto poco in questo momento si sta facendo per rispondere alla carenza di cereali e farine che sfamano circa 1/9 di tutta la popolazione mondiale come unico o principale sostentamento. Bisogna produrre più cereali e più legumi, diciamo da anni come Ceves perché il mondo ha bisogno di carboidrati e proteine a basso costo.

La politica con la “P” maiuscola pensa a un tetto del prezzo al consumo del petrolio, gas, diesel e benzina ma non pensa che anche alcuni prodotti alimentari di basa e primari debbano anch‘ essi avere un prezzo calmierato, magari temporaneo, ma immediato e urgente altrimenti a speculazione all’origine si somma subito la speculazione sul mercato. Alla base , finalmente, della decisione ministeriale italiana – che speriamo solo un primo passo urgente anche per rispetto alla burocrazia e alle prassi – c’è la possibilità di aumentare le aere coltivate che – secondo Ceves – sarebbe bene a vincolare il più possibile a produzioni idonee per l’alimentazione umana prioritaria e c’è la volontà di contrastare il forte aumento dei prezzi delle materie prime agricole provenienti o non provenienti , come sembra, da Ucraina e Russia.

Una operazione utilissima ma che dovrebbe andare di pari passo anche con altri DM di altri ministeri che sono strettamente collegati al processo produttivo agroindustriale e agricolo, come mezzi meccanici e carburanti e personale.  Il DM Patuanelli è un primo piccolissimo passo, anche perché – ahimè – è riferito solo all’anno 2022 mentre dovrebbe essere prevista una deroga – così proponiamo come Ceves – europea per tutti i paesi in grado di produrre prodotti agroalimentari che possono , oggi e anche domani dopo la fine della guerra , aiutare le popolazioni bisognose di alimenti altamente energetici salutari e a basso costo.

 

Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali.

Fischler.

nuova Pac 2021-2027

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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