Prima riunione del tavolo tecnico sull'Amiata

Firenze – Presenti gli assessori regionali all’energia, Anna Rita Bramerini e alla tutela delle acque, Marco Betti, si è tenuta in Regione la prima delle riunioni del tavolo
tecnico istituito per approfondire le ragioni del calo di risorse idriche nella zona amiatina e le eventuali connessioni tra questo fenomeno e l’attività di sfruttamento della geotermia.

«Abbiamo convocato il tavolo – ha spiegato l’assessore Bramerini – per dare attuazione concreta agli impegni che durante la sua visita sull’Amiata il presidente Martini ha preso con le
comunità locali. Si tratta di un confronto tra tutti i soggetti interessati, utile e in grado di fornire elementi e dati preziosi all’Università di Siena, da noi recentemente
incaricata di uno studio circa gli eventuali rischi di inquinamento dell’aria e dell’acquifero dell’Amiata per effetto della geotermia».
Alla riunione erano presenti l’Ato 6, l’Autorità di bacino, il Cnr, la Società Edra, l’Università di Siena, l’Acquedotto del Fiora oltre ai tecnici, funzionari e dirigenti
regionali dei settori energia, difesa del suolo e tutela delle acque. Dall’incontro è emerso un quadro problematico della situazione, a partire dal forte calo della piovosità
nella zona, che in tutto il 2007 nel senese ha fatto registrare un meno 26% rispetto al decennio precedente e nel grossetano un meno 33,8%.

«E’ un fenomeno tutt’ora da approfondire – ha precisato l’assessore Betti – anche attraverso confronti come questo, in attesa della valutazione dell’Università di Siena, dalla cui
competenza in materia ci aspettiamo molto. Una volta che il quadro sarà più chiaro, è anche alla luce dei dati tecnici che la politica compirà le sua scelte,
coinvolgendo i cittadini e le amministrazioni locali interessate. E’ fondamentale accertare le possibili connessioni tra uso geotermico e riduzione e inquinamento delle sorgenti».
Durante la riunione sono infatti emerse due diverse posizioni tecniche. Quella della Società Edra evidenzia un nesso certo di causa ed effetto tra geotermia e calo dell’acqua, affermando
però che è necessario stabilirne l’entità. L’altra teoria, enunciata dal Cnr di Pisa, sostiene che l’esistenza di un collegamento idraulico tra i bacini geotermico e idrico
è ancora da approfondire e che tra le cause vi sia la riduzione della piovosità e la perdita d’acqua in alcune sacche acquifere nel sottosuolo. In ogni caso è stata
apprezzata la scelta della Regione di affidare all’Università di Siena uno studio, che sarà ultimato in primavera, e che ha il compito di condurre a un modello oggettivo
attraverso il quale giungere ad una soluzione sostenibile del problema. «Per approfondire le ragioni che hanno determinato l’attuale situazione – ha concluso l’assessore Betti – è
stato inoltre deciso di posizionare sull’Amiata almeno un piezometro, per acquisire dati utili sulla portata e sulla qualità delle acque».
I rappresentanti dell’ateneo senese hanno tratto utili indicazioni dal confronto delle posizioni e dai dati forniti dai vari soggetti interessati.

Tiziano Carradori

Leggi Anche
Scrivi un commento