Prezzo del latte, Cavallera: «più peso agli allevatori»

Torino – «Per mantenere alta la qualità del latte piemontese sono necessarie stabilità nei rapporti contrattuali e una giusta remunerazione degli allevatori. Ecco
perché la definizione del prezzo del latte fra produttori e industriali lattiero-caseari deve tenere in giusta considerazione gli aumenti legati ai maggiori costi e costituire allo
stesso tempo un momento di verifica della politica di valorizzazione delle filiere, a cui fanno spesso riferimento la Giunta regionale ed il governo».

Così afferma Ugo Cavallera, consigliere regionale di Forza Italia, in un’interpellanza che vuole essere di stimolo alla parte politica regionale affinché accompagni la prossima
fase della delicata trattativa.
«Una richiesta che viene da noi rinnovata anche in questa occasione è quella di approvare un regolamento per i comitati e gli accordi interprofessionali alla luce degli
orientamenti europei», continua Cavallera. «Ciò potrebbe aiutare la produzione agricola e zootecnica a essere più rappresentativa e influente nei tavoli
interprofessionali, ovviamente se le parti in causa condividono un comune disegno di sviluppo delle filiere basato sul riconoscimento della qualità».
La vicenda delle quote latte non ha ancora finito di rendere incerte le prospettive di settore, con le tensioni che ci sono sia per la definizione della situazione pregressa sia per
l’assegnazione delle previste maggiori quote.

«A maggior ragione – aggiunge l’esponente azzurro – l’atteggiamento e l’azione dell’assessorato all’Agricoltura saranno determinanti per ottenere le necessarie aperture da parte
dell’industria di trasformazione del nostro latte, a cui dovrà essere assicurata la necessaria tutela in sede nazionale ed europea nelle fasi in cui vengono definite le regole di
mercato».
Il latte degli allevamenti piemontesi è di qualità riconosciuta e quindi, conclude Cavallera «è giusto che, visto anche quanto avviene in Lombardia, venga valorizzato
come merita, mediante un prezzo alla stalla per i primi mesi del 2008, che concluda onorevolmente la campagna in corso. E’ altrettanto auspicabile che dalla prossima campagna 2008/2009 abbia
inizio il percorso di ulteriore riconoscimento della qualità con una adeguata considerazione anche degli impegni onerosi che sono posti a carico degli allevatori sia dalla nuova politica
agricola comune, sia dai diversi regolamenti europei riguardanti l’ambiente e lo sviluppo rurale».

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