Prezzi: in migliaia con i trattori bloccano latte

Migliaia di allevatori della Coldiretti stanno presidiando questa mattina i principali stabilimenti di produzione a sostegno di una protesta che si è già estesa dal latte al grana
padano e al parmigiano reggiano con centinaia di trattori sulle strade della Lombardia, dove si concentra il 40 per cento delle stalle italiane, mentre nel centro di Milano in Piazzale Lodi
vengono distribuiti gratuitamente quintali di latte fresco per aiutare i cittadini in difficoltà economica, chiedere il sostegno alla protesta e scusarsi per gli inevitabili disagi
provocati.

Se problemi si sono verificati per la circolazione sulle strade, la protesta degli allevatori della Coldiretti potrebbe avere presto effetti sulle scorte di prodotto negli scaffali dei
supermercati come è già avvenuto in altri paesi del Nord Europa.

Molti allevatori – sottolinea la Coldiretti – hanno trascorso la notte davanti agli stabilimenti di Auricchio alle porte di Cremona (Gazzo di Pieve San Giacomo) dove sono radunati in migliaia
mentre numerosissimi sono quanti presidiano lo stabilimento di Ambrosi, presidente di Assolatte, in via dei Ponticelli a Castenedolo (Brescia) dove si produce Grana Padano e tanti altri si sono
trovati nello stabilimento Zanetti in provincia di Mantova a Marmirolo in via Marconi 30 dove si trasforma il latte in Parmigiano Reggiano.

La protesta andrà avanti ad oltranza fino a quando non si sbloccherà la trattativa con un giusto accordo per il prezzo del latte alla stalla che si vuole diminuire rispetto agli
attuali 42 centesimi di euro al litro, che rappresenta il minimo vitale per la sopravvivenza degli allevamenti di fronte ai rincari record dei costi del mangime e dell’energia per effetto
dell’aumento del petrolio.

Il rischio è l’estinzione del latte italiano che viene prodotto dagli allevatori ad un prezzo che moltiplica di quasi quattro volte ( 281 per cento) prima di arrivare sul banco del
negozio a 1,6 euro al litro. Negli ultimi venti anni – conclude la Coldiretti – sono scomparsi i tre quarti degli allevamenti italiani che si sono ridotti da oltre 180mila a poco piu’ dei
45mila attualmente in attività che con 1,8 milioni di mucche garantiscono una produzione di latte di 10 miliardi di chili ad alta qualità e costi competitivi.

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