Politica e politicanti indagati, arrestati, sdegnati ma poi…”tanto così fan tutti!”

Politica e politicanti indagati, arrestati, sdegnati ma poi…”tanto così fan tutti!”

Riportiamo alcune riflessioni del Cav. Franco Antonio Pinardi e vi consigliamo di vedere anche il video ed il suo curriculum.
Giuseppe Danielli, Direttore Newsfood.com

(video) Cav. Franco Antonio
Pinardi, Segretario Generale C.G.d.P …
Si definisce servitore dello Stato… dice che lo Stato è governato dalle banche … che le tasse… che Monti…

Chi è Franco Antonio Pinardi?
Vedi video e curriculum… un umile …
Intervento shock in video all’incontro coi giornalisti organizzato da PdA: Ricostruiamo gli uomini, il Paese di domani: Crisi politica, crisi …
 

Milano, 20 ottobre 2012
Franco Antonio Pinardi

Morale? E’ sempre e solo una questione di morale!
Assisto attonito e sbigottito al susseguirsi di notizie su indagini, arresti e amenità varie nel mondo della politica di riferimento. Mi turba profondamente il sentire con quanta
naturalezza l’indagato di turno manifesta meraviglia, stupore, per essere stato inquisito, professando a gran voce e con risentito sdegno, la sua totale estraneità ai fatti contestatigli,
salvo poi, con la pronunciata evidenza delle prove a carico, dimessamente annuire con la ben nota frase: “così fan tutti”.
Poi, dopo qualche giorno dall’inizio delle indagini, con aria verginale, ma per nulla contrita, rivediamo gli eccellenti indagati che propongono una quanto mai assurda, ridicola, paradossale,
parziale restituzione di quanto indebitamente sottratto.

Ultimamente poi, la magistratura inquirente, ha scoperto che le elezioni sono gravemente caratterizzate dal voto di scambio, da ingerenze mafiose e dal malaffare. Strano! Perché tutti
sapevamo che questo era ed è “l’andazzo” che caratterizza ogni elezione, cominciando da quelle amministrative, sino ad arrivare a quelle per i rappresentanti nell’Unione Europea.

Sarebbe bastato porre maggior attenzione a coloro che, seppur affrontando le campagne elettorali con grandi sforzi personali, non riescono a infrangere il muro dello “scambismo” elettorale per
capire chi rimane dignitosamente fuori dai prezzolati giochi. Giochi che non sono fatti solo di acquisti indiscriminati di voti, ma sono fatti di implicite sudditanze professionali, di
clientelismo, di scambi di favori politici ecc. ecc.

Se si volesse che veramente ogni candidato potesse esprimere liberamente il suo pensiero, la sua voce, i suoi programmi ed esperienze personali, onde poter comunicare liberamente con il cittadino
elettore, questi dovrebbe poter avere  pari opportunità di espressione, mi riferisco a quella mediatica che invece resta a solo, ed esclusivo benefico e vantaggio dei soliti noti, dei
soliti potenti, dei soliti ricchi.
Ed allora?
Allora bisogna trovare dei rimedi, delle soluzioni anche non ortodosse per trovare i voti necessari.

Dico quanto sin qui riportato perché, recentemente, mi è personalmente capitato di partecipare ad una tornata elettorale per un Comune lombardo.
In primis, sono rimasto stupito che non vi siano regole che ordinino e regolamentino tali competizioni: nessun obbligo, nessuna registrazione, nessuna vigilanza. Infatti le regole che ordinano le
elezioni di Camera, Senato o UE, qui non valgono. Ognuno può arrangiarsi come vuole.

Anche allo scrivente, durante il faticosissimo peregrinare elettorale, è capitato di incontrare stravaganti personaggi che proponevano scorciatoie elettorali, scorciatoie che però
io non ho assolutamente accettato subendo  così anche la quanto mai  frustrante  derisione degli esperti delle elezioni che sogghignando mi dicevano: “ma dove vuoi andare,
queste sono le regole!”.

Vi è poi un altro gravissimo aspetto che attiene a questa mancanza di regole, quello cioè che riguarda gli ordini di partito. Già, perché durante la campagna
elettorale si susseguono, con assurda frenesia, possibilità di accordi tra partiti, coalizioni anche di segno opposto che, in caso di vittoria, preparano strategie post elettorali, dove
quello che conta non è il bene supremo del cittadino, ma gli interessi, per così dire, pratici dei contendenti.

La mia risposta a tutto questo fu: se è giusto si fa, se non è giusto non si fa, indipendentemente dal colore e dal proponente. Potete ben immaginare quali sono stati poi i miei
risultati elettorali.

In ogni caso è stata una bella esperienza, perché ho avuto modo di parlare con la gente, con i cittadini, ho avuto modo di mettermi in gioco anche se contro i potenti di
turno.
Così, giorno dopo giorno, anno dopo anno, siamo arrivati a quello che oggi  è diventato il paese Italia, un interminabile notiziario di cronaca nera che non risparmia nessuno,
centro, sinistra e destra, politica nazionale e amministrazioni locali, in un susseguirsi di dichiarazioni di malcostume e furberie varie.

Sembra quasi, ma in questo caso forse il “quasi” è proprio fuori luogo, che l’attività principale di coloro che ci governano nei vari livelli dello Stato, sia quella di indebiti
accaparramenti ad uso personale, in difetto di quel servizio al cittadino, che dovrebbe altresì giustificare la loro funzione ed conseguente attività.

Quello che parimenti però più mi stupisce, è la normalità con cui i cittadini del mio Paese assimilano tali notizie e, invece di dare vita ad una primavera italiana in
grado di spazzare via, una volta per tutte, questo vecchio marciume, continuano impassibili la loro vita, quasi tutto questo non li riguardasse, quasi le “morti” fisiche e professionali che hanno
caratterizzato e caratterizzano questi nostri ameni tempi di crisi, non fossero una incombente minaccia anche per loro.

E allora?
Allora ogni giorno mi chiedo, e chiedo a coloro che incontro:” cosa facciamo? Come rimediamo a questo dilagante sfacelo. La risposta non è facile. Non vi sono soluzioni preconfezionate in
grado di sanare magicamente l’incombente disastro, nè, tantomeno, sarà facile mandare a casa i “Paperoni” in cerca di vana gloria, gli ex rivoluzionari ed i loro compagni catto ex
comunisti, i mancati pretini fautori del pubblico buonismo, gli esodati dalle procure, gli allegri saltimbanchi e le nuove, ma già vetuste proposte, che nascondono lobbies bancarie sempre
più affamate.

La difficoltà più grande non sarà solo scardinare dalle poltrone questi esperti della mala politica – non escludo nessuno perché se sino ad oggi sono votate leggi
ingiuste, queste sono passate con la silente complicità di chi doveva fare una vera opposizione e vigilanza, anziché la solita melina compiacente perché, di fatto, anch’essi
interessati dagli impliciti godimenti dei provvedimenti votati – ma sarà anche quella di azzerare la dirigenza di questo stato, una dirigenza scientemente seminata in tutti questi anni che
fa da spalla a questa classe politica.

Dobbiamo pescare dalla società civile non emeriti sconosciuti che poi, precipitati nell’agone politico amministrativo, si perdono per incapacità ed ignoranza funzionale, ma persone
competenti che in questi anni hanno lavorato seriamente incuranti del malcostume che li circondava.

Persone, esperti, capaci di soluzioni logiche ed efficaci per ridare ai nostri figli quella speranza nel futuro che noi abbiamo avuto e che ci ha portato a vivere, seppur nelle normali
difficoltà che attendono ad ogni vita, con quella serenità che oggi non c’è più e che si è sostituita ad un dilagante sconforto e sfiducia.

Dobbiamo ripartire insegnando ai nostri bambini, sin dai primi anni di scuola, che la loro non può essere una individualità protesa al solo conseguimento del benessere personale, ma
che la loro vita deve essere improntata alla realizzazione di una positività sociale che non può e non deve prescindere dal  proprio prossimo. A me, fin dai primi anni di
scuola hanno sempre ripetuto che la mia libertà finiva dove iniziava quella degli altri, che il rispetto e la parola data erano beni imprescindibili per un uomo che si dichiarava tale, che
la morale era il fondamento del nostro vivere insieme perché, come dice il significato etimologico della parola morale, il termine morale deriva dal latino moràlia ed ha significato
quasi coincidente ad etica, oppure è essa stessa interpretata come oggetto dell’etica.

In questo caso la morale rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo agisce.

Cav. Franco Antonio Pinardi

Redazione Newsfood.com

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