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Pensione al coniuge ed ai figli del defunto: l'Inpdap la eroga d'ufficio

L’Inpdap ha precisato che il pagamento al coniuge ed ai figli delle rate di pensione non riscosse in vita dal pensionato non è subordinato all’acquisizione dell’avvenuta presentazione
della denuncia di successione da parte degli eredi o della dichiarazione attestante la non sussistenza dell’obbligo.
Le Sedi dell’Istituto, infatti, avevano avanzato il quesito all’Agenzia delle Entrate con riferimento alle richieste di pagamento avviate dopo la reintroduzione dell’imposta di successione
(cioè a decorrere dal 3 ottobre 2006) e l’Amministrazione finanziaria ha ribadito che l’obbligo della presentazione della denuncia non sussiste da parte dei coniuge e dei figli del
defunto poiché le rate di pensione spettano di diritto agli eredi e l’Istituto eroga d’ufficio l’importo ad esse relativo.
Diverso è il caso in cui gli eredi non siano il coniuge ed i figli, per cui le sedi dell’Istituto devono acquisire la prova dell’avvenuta presentazione della denuncia di successione o la
dichiarazione da parte dell’interessato di non essere tenuto a quest’obbligo. La stessa procedura deve essere seguita per la corresponsione dell’ indennità di fine servizio o di fine a
tutti gli eredi legittimi o testamentari fatta eccezione per l’erogazione al coniuge ed ai parenti in linea retta, ma solo se l’attivo ereditario, comprendente anche l’indennità da
liquidare, non supera i 25.822,84 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.
L’Inpdap, infine, ha ricordato che restano escluse dall’attivo ereditario le somme spettanti a titolo proprio ai superstiti dell’iscritto deceduto in attività di servizio in relazione ad
assicurazioni previdenziali, obbligatorie o stipulate dal defunto.

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