Parmigiano-Reggiano: in calo la produzione e le giacenze. Crescono export (+4,8%) e consumi interni

Parmigiano-Reggiano: in calo la produzione e le giacenze. Crescono export (+4,8%) e consumi interni

Si aprono nuovi spiragli nella crisi del Parmigiano-Reggiano. “Dopo la nostra pressante azione, condotta insieme ad altri enti che hanno le nostre stesse funzioni di tutela – sottolinea – il
presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – la Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ha approvato all’unanimità una risoluzione per il ripristino degli aiuti alla stagionatura che
sarà sottoposta allo stesso Parlamento Europeo e al Consiglio dei ministri dell’agricoltura; l’accoglimento della proposta – passata con un decisivo ruolo svolto dal presidente della
Commissione, Paolo De Castro (già ministro italiano dell’Agricoltura nella precedente legislatura – n.d.r.) – comporterebbe un investimento comunitario di 120 milioni, con il 30% delle
risorse destinate al nostro Paese”.

“Una boccata d’ossigeno per il settore – spiega Alai – che andrebbe ad aggiungersi ad elementi importanti che si vanno consolidando in questi mesi”. “La produzione – spiega il presidente del
Consorzio – continua a scendere, e alla fine dello scorso mese di luglio si è registrata una diminuzione del 3,29% su base annua; le giacenze sono scese dell’11%, con una flessione
particolarmente evidente negli ultimi mesi (con una punta del 50% nel mese di giugno), mentre l’export è salito del 4,8%, con un 2,5% in area UE (unica eccezione il calo della Gran
Bretagna a causa della perdita di valore della sterlina), ottimi incrementi negli Stati Uniti e un lieve calo in Asia”.

“Il dato più rilevante – spiega Alai – è comunque rappresentato dal fatto che l’aumento delle esportazioni è pressoché totalmente legato a quattro imprese commerciali,
ovvero quelle più strutturate e con buona capacità di investimento in promozione e in ricerca di mercati e canali distributivi con forti capacità di assorbimento;
analogamente, la collocazione del Parmigiano-Reggiano sul mercato si concentra per il 50% su sei sole società commerciali e di stagionatura”.

“Concentrazioni ancora maggiori – aggiunge Alai – si riscontrano nelle vendite al dettaglio: continua infatti a crescere la quota commercializzata dalle grandi realtà distributive come i
supermercati, gli ipermercati e ora i discount, che nei primi quattro mesi dell’anno hanno aumentato le vendite del 9% in quantità”.

“Questo – prosegue il presidente del Consorzio – conferma che è necessario puntare ad una buona organizzazione dell’offerta orientata al mercato, visto che continuiamo a registrare
quotazioni insoddisfacenti (stabili nei primi sette mesi del 2009) a fronte di altri elementi del tutto positivi: calo della produzione e delle giacenze, aumento dell’export, crescita dello 0,6%
dei consumi interni (mentre flettono in generale i formaggi duri), con un aumento particolare di quelli extradomestici legati alle nuove modalità di consumo indotte da stili di vita
profondamente cambiati”.

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