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Par Condicio in Regione Piemonte

Torino – La sinistra reclama a gran voce la par condicio, ma è la prima a non applicarla, quando le tocca darvi attuazione, i Gruppi di opposizione a palazzo Lascaris
denunciano l’aperta violazione delle norme che vietano le attività di comunicazione istituzionale in periodo elettorale.

E lo fanno con una lettera inviata al presidente del Consiglio Davide Gariglio e al prefetto di Torino Giosuè Marino, firmata dai capigruppo Angelo Burzi (Forza Italia), William Casoni
(Alleanza Nazionale), Oreste Rossi (Lega Nord), Deodato Scanderebech (Udc), Maurizio Lupi (Dc-Mpa) e Stefano Monteggia (Gruppo della Libertà).

Il richiamo dell’opposizione è relativo all’articolo 9 della legge 28/2000, che recita: «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di
voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per
l’efficace assolvimento delle proprie funzioni».

«Il decreto in cui si indicono le elezioni – spiegano i capigruppo del centrodestra – è stato pubblicato il 6 febbraio. Da allora sono passati nove giorni ma la potente macchina di
comunicazione della Giunta Bresso, che spende 25 milioni di euro l’anno per allestire la propaganda della maggioranza, ha continuato come se nulla fosse. Così ogni giorno vengono
sfornati comunicati in cui gli assessori si esibiscono nell’ennesimo annuncio delle cose che faranno. E il sito Internet della Giunta riporta ancora oggi le opinioni di questo o
quell’assessore. Sono forme di comunicazione che non sono né impersonali, né indispensabili per lo svolgimento del mandato. Chiediamo al prefetto e al presidente Gariglio di
garantire il rispetto della legge, evitando un ulteriore dispendio di denaro pubblico a favore di una parte politica».

L’opposizione sottolinea la gravità della situazione «a maggior ragione per il fatto che da giorni circolano sugli organi di informazione notizie sulla probabile candidatura alle
prossime politiche di diversi assessori e della stessa presidente Bresso, che ha dichiarato di voler risollevare le sorti del centrosinistra in Piemonte candidandosi al Senato. Nella certezza
che i cittadini piemontesi, nel caso di inserimento del suo nome nella lista del Pd, avranno un motivo in più per non votarlo, chiediamo che la candidata Bresso, così come i
candidati assessori, non possano utilizzare strutture e fondi pubblici per auto-promuoversi».

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