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Ormai al via la seconda edizione di Canapa Forum, a Napoli dal 6 al 10 settembre

Canapa Forum 2022 sta per cominciare a Napoli, tra aspettative e certezze

di Maurizio Ceccaioni

L’avvio di Canapaforum 2022 si avvicina a passi rapidi e vogliamo tentare di fare il punto su questo mondo della produzione agricola/industriale, per il quale ci sono all’orizzonte ampie prospettive di sviluppo. Perché la canapa è una pianta dai mille usi e «Con la canapa si potrebbero salvare ogni anno centinaia di milioni di alberi, produrre ogni tipo di tessuti, fabbricare carburanti, materie plastiche e vernici non inquinanti. Con i semi della canapa si potrebbe colmare la carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo…».
Poche parole prese in prestito dal sito di Fracta Sativa UniCanapa, l’associazione che con Eiha (Europea Industrial Hemp Association) e Legambiente hanno collaborato alla seconda edizione di Canapaforum, la Conferenza Internazionale sul mondo della canapa organizzata da Federcanapa (Federazione della canapa industriale italiana) e Sirca (Società italiana ricerca cannabis). Ma sono solo un piccolo esempio delle potenzialità offerte da questa pianta antica di primaria importanza nel passato, oggi ritornata lentamente nelle filiere produttive di tanti Paesi.

Vista cupola Complesso Monastico San Marcellino e Festo

Se la prima edizione del 27-28 ottobre 2018 a Milano si era dimostrata un successo, le aspettative per Canapa Forum 2022 si preannunciano di certo rosee, con un programma ricco che nelle cinque giornate di apertura presenta conferenze tematiche con esperti nazionali e internazionali con visite ad aziende, corsi di formazione, mostra di prodotti innovativi. Si parlerà di innovazione, trasferimento di nuove conoscenze e tecniche produttive. Ma principalmente di politiche della canapa industriale, dal settore alimentare alla bioedilizia fino all’uso della cannabis in campo medico-terapeutico.

Come già riportato in un precedente articolo, l’evento si terrà nel complesso Monastico di San Marcellino e Festo (con ingresso da Vico S. Marcellino). Un luogo di pace e di particolare pregio nel cuore di Napoli, che dal 1907 ospita il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II, la più antica università laica e statale al mondo. Ma dal 1932, il Complesso Monastico di San Marcellino e Festo ospita anche il Museo di Palenteologia di Napoli.

Quale futuro per la fibra di Canapa in Europa?

A Canapa Forum 2022 saranno presentate le principali esperienze in atto a proposito dell’utilizzo di fibra di canapa e canapulo, sia in Europa, che in America, Australia e Sudafrica ma l’importanza della fibra di canapa per l’industria si può capire da pochi numeri. Un esempio è quello degli Stati Uniti, tra i paesi leader nella produzione di canapa. La produzione di fibra nel 2020 occupava poco più del 10% delle coltivazioni, mentre oltre l’80% erano destinate all’estrazione del Cbd: il cannabidiolo, una sostanza molto presente nella cannabis, che non ha effetti psicoattivi e non crea assuefazione, ma ha un’importanza fondamentale in molte applicazioni terapeutiche.

Prodotti a base di farina di canapa sativa L.

Secondo una stima del National Industrial Hemp Council of America (il Consiglio nazionale Usa per la canapa industriale), entro il 2030 è previsto che i numeri s’invertiranno e la produzione dedicata alla fibra salirà al 70%. Questo anche grazie anche alle politiche del Green Deal, con l’arduo intento di arrivare entro il 2050 al completo taglio delle emissioni di gas climalteranti (neutralità climatica). In questo senso, anche l’Unione Europea si è ormai avviata sulla strada della transizione verde con il suo Green Deal, finanziato per circa 600 miliardi di euro presi dai 1800 miliardi previsti per gli investimenti del piano per la ripresa di Next Generation EU e il bilancio settennale dell’UE. Un progetto di “transizione verde” basato principalmente su nuovi programmi di ricerca che puntano verso un’economia moderna e competitiva a “impatto zero”, come indica anche la crescente domanda di soluzioni innovative e sostenibili che arriva dalle imprese. Perché il mondo produttivo è sempre più impegnato nella ricerca di materiali naturali biodegradabili per creare nuove opportunità di sviluppo e, tra i principali prodotti di questo tipo ci sono le fibre ottenute dal processo di stigliatura che serve per la separazione del tiglio (la fibra) dal canapulo (la parte legnosa), materiali sempre più ampiamente usati specie in bioedilizia.

Azienda Florian Florian-casa in canapa e calce

Sono molteplici gli impieghi industriali della fibra di canapa

Il mercato della canapa industriale si prevede in rapido incremento e, secondo gli analisti della piattaforma di market intelligence Grand View Research e la società di ricerche di mercato globale Technavio, al 2021 la dimensione del mercato globale della canapa industriale era stata stimata in 4,13 miliardi di dollari. Al tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 16,8-16,1%, la crescita prevista nel periodo 2021-2025 (valutazione ReportLinker) si dovrebbe aggirare sui 5,95 miliardi, per attestarsi dal 2022 al 2030 a 16,75 miliardi di dollari.
Seguendo le previsioni di Grand View Research, i primi protagonisti nella crescita di questo mercato saranno i settori tessile, cura della persona, mobili, cibo/alimentazione e bevande, carta e materiali da costruzione.
Lo slancio in avanti comprende comunque tutta la vasta segmentazione della produzione da Canapa industriale, quindi anche la bioingegneria e bioedilizia, cura degli animali, isolanti, vernici, plastica biodegradabile, applicazione nel settore automobilistico e altri comparti. Perché ormai con la canapa ci si fa un po’ tutto, dai blocchi e mattoni in calce-canapuolo per l’edilizia ai pannelli isolanti in fibra compressa, come quelli prodotti dall’olandese HempFlax, il primo produttore di canapa europeo che nel 2020 ha acquisito la tedesca Thermo-Natur, che dagli anni 90 del XX secolo produce a Nördlingen materiali isolanti in canapa.

ArtMutari a CanapaDay 2018-Blocchi canapa e calce

Uno degli impieghi più innovativi delle fibre di canapa è quello per la realizzazione di biocompositi per l’industria automobilistica e le bioplastiche; come quelle prodotte dalla LATI Industria Termoplastici di Vedano Olona, azienda leader nei composti termoplastici autoestinguenti ad alte prestazioni. Prodotti eco-sostenibili ed eco-compatibili, inviati in tutto il mondo grazie a un accordo di distribuzione firmato nell’ottobre 2021 con l’americana The Hemp Plastic Company di Boulder (Colorado), il principale fornitore di materiali plastici in fibra di canapa.

Nell’industria tessile le fibre di canapa sono sempre più adoperate come materia prima per la produzione di filati e stanno man mano soppiantando sia il cotone che le fibre sintetiche. La canapa è un prodotto ecologico ed economico, resistente, durevole e, grazie alle caratteristiche particolari nella sua struttura, ha una buona capacità di assorbimento dell’umidità ed eccellenti capacità traspiranti. Per questo cresce la domanda da parte dell’industria tessile di fibra di canapa da usare per la produzione di abbigliamento estivo e indumenti militari impermeabili, antivento, resistenti all’usura e antibatterici.
Ma la fibra di canapa è importante per molte altre cose, come la fabbricazione di tela per vele, corde, sacchi, tessuti per arredamento e speciali. Se poi uniamo le fibre di canapa a cotone, lana e seta, otteniamo nuovi tipi di fibre innovativi per l’industria tessile.

Azienda Florian Florian-realizzazione di casa in canapa e calce

Tra i comparti che usano questi materiali c’è anche quello degli occhiali. Un esempio ne è Hempatica, un monoacetato prodotto da canapa italiana e realizzato dalla The Eyes Republic di Longarone (Belluno), startup nata nel 2019 che produce occhiali in metallo riciclabile e plastica di origine vegetale con l’utilizzo di fibra da canapa. Oppure, attraverso la compressione di steli di canapa e colla a base di soia, la Fibonacci LLC (meglio conosciuta come HempWood), realizza pannelli in HempWood (legno di canapa), un legname molto resistente esente da formaldeide (CH2O), utilizzato senza abbattere alberi, per la realizzazione di pavimentazioni, materiali da costruzione, cornici, mobili e quant’altro. Ma uno degli usi più antichi delle fibre di canapa è stato da sempre quello per fare cordami, come quelli per la marina o corde e trecce per gli allevamenti delle cozze, come la società cooperativa Sant’Anna di Bacoli.

Fibra di Canapa, uno sguardo al panorama mondiale ed europeo

In Europa, in particolare in Francia, Olanda, Lituania e Romania, esistono già diversi impianti per produrre fibra e canapulo, ma sono in fase di sviluppo impianti di nuova concezione di dimensioni ridotte, adatti per bacini produttivi come quelli italiani, che per posizione geografica si sviluppano lungo un territorio stretto e lungo. Si tratta di impianti fissi o mobili, a seconda delle necessità dei coltivatori, come ad esempio alcune decorticatrici specifiche per canapa di piccole dimensioni e a prezzi modici. Parliamo di impianti come quello di Canapafiliera srl di 1700 mq, inaugurato a fine 2021 presso il polo industriale di Migliarino Pisano.

Canapa Day nei campi di Caivano con la cooperativa Canapa Campana

È stato progettato per trattare 10 mila tonnellate all’anno di sostanza secca della canapa sativa provenienti principalmente dalle provincie di Pisa e di Lucca, ed è finalizzato alla produzione di canapulo per la bio-edilizia e fibra di canapa (macerata microbiologicamente) per i settori edile, tessile e cartario. Ma non è il solo, perché in Italia esistono già o si stanno sviluppando in altre regioni come Lazio, Campania e Sicilia altri impianti come quello di Assocanapa srl a Carmagnola, inaugurato dieci anni fa e oggi in fase di ristrutturazione. Un altro esempio è quello del progetto ReCagri (Rete Canapa Agricola), finanziato con 400mila euro dalla Regione Marche grazie ai fondi del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, per la realizzazione di un impianto pilota di decorticazione multifunzionale. Ce ne sono anche in Puglia come la Bio Hemp Trade di Cerignola, che coi suoi 600 ettari di campi coltivati è un’azienda leader in Italia per la coltivazione della canapa industriale; o la Sout Hemp Tecno in provincia di Taranto, primo impianto del meridione per la trasformazione primaria delle paglie di canapa nato a giugno 2013 e operativo da fine 2014.

Croccantini alla canapa per cani (Ph.Angelo Campus)

Negli ultimi anni sono sempre di più gli altri attori che stanno affollando il mondo della canapa anche se il primato spetta sempre al Nord America (Canada e Stati Uniti). Gli Stati Uniti, dopo l’approvazione della legge federale che nel 2018 che ha legalizzato la canapa industriale, si stanno caratterizzando per uno sviluppo marcato e nell’arco sono sorti diversi centri regionali di decorticazione delle fibre. Il più importante rimane sempre quello nel North Carolina comprato nel 2014 dalla Hemp Inc. di Las Vegas, per 10 miliardi di dollari. Un impianto di circa 25 mila mq di superficie per la trasformazione degli scarti di lavorazione della canapa e kenaf (Hibiscus cannabinus L.), che è attualmente il più grande degli Usa. Nell’emisfero australe sono Australia e Nuova Zelanda le realtà in primo piano, ma si sta facendo rapidamente avanti la grande concorrenza asiatica, con la Cina in primis. Una Cina che sta marciando a tappe forzate nell’automazione del processo di stigliatura della canapa e che ha il suo fiore all’occhiello nella provincia di Heilongjiang, nel nordest del paese, che da sola produce quasi metà della fibra mondiale di Canapa.

In Europa, tra i maggiori protagonisti nella produzione di fibre da canapa c’è la Francia e circa il 50% dell’intera produzione francese arriva dalla Coopérative agricole Chanvrière de l’Aube. Poi c’è la EuroChanvre, vicino a Besançon, che tra le sue produzioni fornisce la fibra di canapa per i biocompositi prodotti da APM-Automotive Performance Material per i cruscotti della nuova Giulia dell’Alfa Romeo. Un’altra grande cooperativa di produttori è la Cavac Biomatériaux, in Vandea, specializzata nella produzione di fibre di canapa e lino per isolamenti termoacustici. Infine, segnaliamo la Planéte Chanvre, di più modeste dimensioni, che produce materiali isolanti per edifici, feltri per floricoltura, lettiere per cavalli e animali d’affezione.

Prodotti alimentari a Indica Sativa Trade- Bologna

Nei Paesi Bassi sono due le aziende principali del settore. Prima in patria è la Dun Agro Hemp Group, che nel suo impianto di Oude Pekela lavora 8 tonnellate l’ora di paglie di canapa, coltivata negli oltre 1.300 ettari a disposizione. L’altra è la HempFlax che nel suo impianto olandese lavora 4 tonnellate l’ora di paglie.
Come per la prima, canapulo e fibra tecnica sono utilizzati per la realizzazione di compositi in fibra di canapa per l’automotive, bioplastiche, tessuti-non tessuti, lettiere per cavalli e animali d’affezione, materiali per l’edilizia, industria cartaria, orticoltura.

Anche la Germania si sta facendo sotto e stanno emergendo anche alcuni paesi dell’Est-Europa. Da noi, che siamo stati una potenza mondiale in fatto di coltivazione e trasformazione della canapa, siamo ancora all’anno zero con quei 900 ettari di terreni coltivati a cannabis, che sono solo l’1% in rapporto a quelli degli anni d’oro dell’Italia, prima della fine dell’ultimo dopoguerra. Il nostro Paese non può perdere ancora tempo e cogliere l’occasione per rilanciare il settore sia come sviluppo e applicazioni interne del comparto della canapicoltura e le sue applicazioni industriali, che come export.

Vedremo a Canapa Forum 2022 se siamo pronti per fare il grande balzo in avanti in questo settore, che potrebbe non solo creare molti posti di lavoro, ma dare una mano concreta alla nostra economia disastrata.

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