Nasce la flessicurezza alla francese

Lo scorso 11 gennaio la ‘versione francese’ di Confindustria, Medef e le associazioni sindacali d’oltralpe hanno siglato un’ipotesi di accordo per la modernizzazione del mercato del lavoro che
apre una nuova epoca nell’ambito delle relazioni sociali ed economiche della Francia.
Dopo quattro mesi di trattative, infatti, Medef ha salutato con entusiasmo la nascita della ‘flessicurezza francese’ che garantirà alle imprese una maggiore flessibilità
nell’ambito delle instaurazioni e delle cessazioni dei rapporti di lavoro e che, allo stesso tempo, tutelerà i diritti dei lavoratori anche nel caso in cui il loro percorso occupazionale
debba subire delle battute d’arresto.
L’accordo, infatti, prevede che il rapporto di lavoro possa essere interrotto per licenziamento, dimissioni o per decisione consensuale e che venga creata una nuova tipologia contrattuale
basata sull’attribuzione di un incarico definito e avente durata variabile compresa fra i 18 e i 36 mesi, con conclusione al termine del compimento di una missione o di un progetto.
I lavoratori, dal canto loro, si vedono garantiti il diritto alla formazione ed all’assistenza sanitaria complementare anche in caso di disoccupazione, oltre ad un’indennità minima di
licenziamento di importo più elevato.
Ora non resta che aspettare per vedere se le parti sociali daranno il proprio consenso definitivo alla proposta: Cfdt, Cftc, Fo, Cfe-Cfg per ora non hanno preso posizione, mentre Cgt ha
annunciato il voto contrario.

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