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Milano: Ferrazzi, assessore all’Agricoltura: “Ancora alta la tensione sul tema delle quote latte”

Milano: Ferrazzi, assessore all’Agricoltura: “Ancora alta la tensione sul tema delle quote latte”

By Redazione

Milano – “Gli avvenimenti di queste ore sono la dimostrazione lampante di quanto sia alta la tensione sul tema delle quote latte. Un argomento che, come pare chiaro a tutti, è
decisivo per il futuro della nostra agricoltura. Ora più che mai Regione Lombardia intende ribadire la sua posizione, che con coerenza rimane la stessa: quella della difesa della
legalità come condizione irrinunciabile per tutelare e rilanciare la competitività delle nostre imprese”.

Luca Daniel Ferrazzi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, interviene confermando la contrarietà lombarda alla versione attuale del decreto sulle quote latte, anche dopo che
in sede di Commissione Agricoltura del Senato sono stati accolti alcuni emendamenti di modifica, ritenuti comunque insufficienti.

“La nostra proposta – ricorda Ferrazzi – pienamente condivisa dal mondo produttivo lombardo e quindi forte della maggioranza delle aziende che arrivano a produrre il 40% del latte italiano, non
si muove dalla richiesta di rinuncia preliminare a qualsiasi contenzioso con l’amministrazione pubblica per l’assegnazione di quote latte, comprese quelle integrative. Un passaggio, questo,
troppo importante perché si possa parlare di vera e positiva chiusura di una partita da troppi anni vista come un elemento destabilizzante per la competitività del nostro
sistema”.

Ferrazzi ha ricordato che in questi anni, con un faticoso lavoro, Regione Lombardia si è esposta in tutte le sedi opportune per assicurare alle proprie aziende di reggere la sfida della
competitività, rimanendo all’interno delle regole comunitarie, anche a costo di aprire un significativo contenzioso come una seppur minoritaria parte di produttori.

“La posizione lombarda – conclude Ferrazzi – è condivisa dalle altre Regioni italiane: è per questo che il Governo e il Parlamento, nel pieno della loro sovranità, sono
chiamati a scegliere con la consapevolezza di segnare una svolta decisiva per il futuro del settore e, direttamente, per una parte importante del sistema produttivo ed economico del nostro Paese.
Dal rispetto per la legalità passa a questo punto non un generico ok delle parti in causa, ma la competitività della nostra agricoltura, perché siamo convinti che, oltre a un
problema etico, la mancata correzione di questo decreto possa causare seri problemi per la tenuta produttiva ed economica del comparto”

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