Milano e Brianza al top per reddito disponibile

Nel 2007 Milano raggiunge un reddito pro capite di 22535 Euro, la Brianza supera la realtà ambrosiana con un reddito disponibile di 25725 Euro, ma sia Milano che la Brianza risparmiano
meno di altre province lombarde, rallenta anche la crescita dei depositi: a Milano la variazione percentuale, pur positiva, scende del 46,7% (passa cioè dall’11,4% nel 2005 al 6,1% nel
2006) e in Brianza del 59% (dal 15,8% al 6,5% nello stesso periodo).

Per quanto riguarda gli impieghi resta forte la capacità di attrarre risorse finanziarie in Lombardia, anche se con dinamiche differenti che vedono a Milano una continua crescita degli
impieghi 11% nel 2006 (era 6,5% nel 2005), mentre un rallentamento registra la Brianza con 9,8% nel 2006 a fronte di un 24% nel 2005.

In testa alla classifica delle province lombarde, per quanto riguarda la quota di reddito destinata al risparmio, ci sono Como (24,9%) e Varese (22,6%), che al contempo riservano al consumo la
quota minore del proprio reddito pro-capite, rispettivamente il 75,1% e il 77,4%. Fanalino di coda Cremona che destina al risparmio una quota di reddito pari al 17,4%, riservando invece ai
consumi la quota maggiore di reddito (82,6%). E’ quanto emerge da una stima dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Tagliacarne, Istat e Registro Imprese.

«La forte vocazione imprenditoriale della Brianza – ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza -, con 165 imprese per Kmq e un’impresa ogni
13 residenti, contribuisce in maniera decisiva alla formazione del reddito e quindi al benessere diffuso. Al tempo stesso, però, la difficile congiuntura complessiva relativa a famiglie
ed imprese, vede scendere la percentuale del risparmio fra i valori più bassi della Lombardia. In tale ottica, rallenta la crescita anche di depositi ed impieghi. Occorrono certamente
politiche dedicate alla famiglia e alle imprese, all’insegna di servizi pubblici razionalizzati e di qualità e di una riduzione della pressione fiscale».

Un’ulteriore conferma delle stime relative al risparmio 2007 proviene dai dati sui depositi bancari che, pur non essendo l’unica forma del risparmio, sono un indicatore dello stato delle
«riserve» dei cittadini. Rallenta la crescita dei depositi in molte province lombarde: tra il 2004 e il 2006 in Lombardia la crescita dei depositi si riduce del 30,4%, con una
variazione che passa dall’8,8% nel 2005 al 6,1% nel 2006. Il medesimo andamento lo presentano, tra le altre: la Brianza (-59,2%) con una frenata nella crescita dei depositi che dal 15,8%
diventa 6,5% e Milano (-46,7%) con un arresto della crescita dall’11,4% nel 2005 al 6,1% nel 2006. Tra le province che segnalano invece una crescita dei depositi si collocano Brescia e Bergamo:
Brescia passa da 3,9% nel 2005 a 7,6%, Bergamo da 0,1% nel 2005 a 8,1% nel 2006. Se si osservano i depositi per abitante si verifica la seguente situazione: crescono nel 2006 in tutte le
province lombarde, ad eccezione di Mantova che registra una contrazione dello 0,5%. In particolare, si registra in Lombardia una media di 20.873 euro di depositi per abitante. Resta tuttavia
forte la capacità della Lombardia e delle sue province di attrarre risorse finanziarie da utilizzare per scopi produttivi, come si evince invece dagli impieghi. Nel periodo 2004-2006,
l’ammontare degli impieghi è superiore a quello dei depositi in tutti i contesti territoriali, anche se con dinamiche differenti: superano la variazione media lombarda dell’11,8% le
province di Bergamo ( 22,4%), Cremona ( 15,2%), Brescia ( 13,5%), Varese ( 12,6%) e Mantova ( 12,5%). Tra le aree provinciali che vedono un rallentamento della crescita degli impieghi ci sono
quelle di Monza e Brianza ( 9,8% nel 2006, a fronte del 24% del 2005), Lecco ( 9,2% nel 2006 contro l’11,4% del 2005); calano Sondrio (-1,4% nel 2006, mentre nel 2005 è del 7,3%) e
Lodi (-3,5% nel 2006, e 18,8% nel 2005).

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