Mediterraneo: opportunità di investimento per l'Italia, la sfida del Lazio

Roma – Le nuove prospettive di investimento nei Paesi del Mediterraneo, la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione dell’area con le sue strategie e i suoi strumenti, il
supporto della regione Lazio all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese (pmi), le strategie promozionali dell’Istituto commercio estero (Ice), il lavoro delle Camere di commercio
per la promozione sui mercati esteri.

Sono questi alcuni dei temi che sono stati affrontati oggi durante il convegno ‘Investire nel Mediterraneo: opportunità e strumenti attuali’, organizzato dalla Fondazione della regione
Lazio Casa delle regioni del Mediterraneo, in collaborazione con Sviluppo Lazio e Unioncamere.

Obiettivo dell’incontro moderato dal vice direttore di Aki – Adnkronos International Ahmad Rafat, come ha sottolineato il direttore generale della Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo
Michele Achilli, «è sviluppare iniziative culturali ed economiche per porre all’attenzione dell’opinione pubblica laziale le risorse e i problemi che si sviluappano nell’area del
Mediterraneo e sollecitare il dialogo tra le sponde che vi si affacciano» oltre a fornire alle pmi informazioni importanti per lo sviluppo di questo settore.

A ricordare il ruolo privilegiato del Mediterraneo e la sua crescente «centralità’ sul piano geopolitico» è stato Fabio Marchetti, consulente dell’assessore alla
piccola e media impresa, commercio e artigianato della regione Lazio. Marchetti ha parlato di uno «sviluppo compatibile, diffuso e condiviso», ribadendo l’importanza della
necessità di un «potenziamento del sistema portuale». Nelle «potenzialità economiche e culturali del Mediterraneo» crede anche Gianluca Lo Presti,
direttore generale di Sviluppo Lazio, che ha sottolineato l’importanza per l’Italia di Turchia, Slovenia, Egitto, Libia, Algeria, Israele e Tunisia. Lo Presti ha quindi parlato dell’iniziativa
‘Sprint Lazio’, lo sportello regionale per l’internazionalizzazione delle pmi del Lazio che, lanciato nel maggio dello scorso anno, ha «già fornito assistenza a 600 aziende»
ed è divenuto «un punto di riferimento per le aziende laziali, che vogliono essere aiutate soprattutto nella fase di orientamento e conoscenza» della realtà in cui
andranno a investire».

Dal canto suo, il direttore della Seconda Divisione della direzione generale per la Promozione degli scambi del ministero del Commercio internazionale Leopoldo Franza ha sottolineato come
nonostante il Mediterraneo sia «un’area che costituisce un elemento portante di politica estera per l’Unione europea, «valori dell’interescambio siano ancora limitati». Con
riferimento alla situazione italiana, Franza ha parlato di un «interesse vivace», ricordando la «capacità» del nostro Paese di «essere un ponte di
collegamento tra le due aree». Anche per questo, il ministero per il Commercio internazionale «fa del partenariato un elemento decisivo sia a livello di istituzioni pubbliche sia
nei rapporti pubblico-privato», ha proseguito Franza, ricordando che l’Italia è «il primo partner commerciale europeo nell’area del Mediterraneo sia per prossimità
geografica che per la struttura produttiva caratterizzata dalle pmi». «L’export italiano – ha aggiunto – è in crescita, ma è ancora sottodimensionato. L’import
è significativo nel settore energetico. Gli investimenti diretti italiani nell’area del Mediterraneo, però, rappresentano il quattro per cento del totale italiano nel
mondo».

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