Liquori e amari da bere a fine pasto: consigli utili

Liquori e amari da bere a fine pasto: consigli utili

Liquori e amari da bere a fine pasto: consigli utili

 

Liquori e amari: differenze
Analizziamo la differenza tra liquore e amaro, specificando le caratteristiche principali

Milano, 16 settembre 2022

Liquori e amari da bere a fine pasto: consigli utili

Sorseggiare un buon amaro dopo un ricco pasto è un’abitudine che hanno in molti, in quanto si tratta di un ottimo digestivo dopo aver assaporato delle prelibatezze. In commercio esistono svariati liquori e superalcolici: in questo articolo approfondiremo qualche consiglio su quali scegliere.

Capita spesso, quando si è al ristorante, che ci venga proposto un amaro da sorseggiare a fine pasto per “pulire” il palato. Inoltre, si sostiene che riesca a favorire la digestione. Questa abitudine sfiziosa può essere un’ottima idea per deliziare i propri ospiti se invitati a pranzo o a cena, o semplicemente per un piacere personale, quindi è consigliabile tenere in casa la giusta scorta di amari. Soprattutto in Italia i liquori vengono considerati tradizione e sono un vero e proprio rito a fine pasto; con essi è inoltre possibile realizzare deliziosi drink da sorseggiare come aperitivo e in svariate occasioni. Ma come sceglierli tra i tanti disponibili in commercio? Facciamo prima una piccola distinzione tra liquori e amari.

Liquori e amari: differenze 

Analizziamo la differenza tra liquore e amaro, specificando le caratteristiche principali:

  • Liquore: è una bevanda zuccherina principalmente prodotta in Italia, Francia e Olanda. Ha una buona base alcolica in cui vengono aggiunti zuccheri, erbe e vari aromi. In base all’infusione a caldo e alla macerazione di frutta ed erbe aromatiche, insieme alla quantità di zuccheri al loro interno, vengono distinti in secchi o dolci.
  • Amaro: la principale caratteristica che lo differenzia dal liquore è la quantità di zucchero presente al suo interno, in quanto anch’esso viene prodotto attraverso la macerazione di frutta ed erbe aromatiche. Come suggerisce il nome stesso, l’amaro non ha componenti dolci e la sua amarezza è appunto dovuta alla bassa quantità di zucchero. 

In via definitiva il digestivo è considerato tale grazie alla presenza alcolica e di zuccheri, che favorisce la digestione, oltre a deliziare il palato.

 

Come servire i superalcolici a fine pasto?

Se si vuole stupire gli ospiti e lasciare un buon ricordo finale del banchetto è il momento di offrire il digestivo, ovvero il liquore o l’amaro che renderà il tutto perfetto. Ecco qualche consiglio su come scegliere il giusto alcolico e come servirlo a fine pasto.

La prima cosa da fare è scegliere la categoria: come accennato prima, i liquori si distinguono in liquori dolci e liquori secchi. Per quanto riguarda i primi, distinguiamo principalmente i liquori agli agrumi, che solitamente vanno serviti appena usciti dal freezer. Per alcuni altri tipi, come la Sambuca e la Grappa, intramontabili e tradizionali, è meglio procedere al servizio a temperatura ambiente.

I liquori secchi hanno un sapore deciso e forte: tra questi distinguiamo i distillati di vino come il Brandy e il Cognac e i distillati di cereali come il Gin, il Whisky e la Vodka. In questi casi consigliamo di servirli a temperatura ambiente, rigorosamente dopo pranzo o cena.

Con gli amari è possibile spaziare, in quanto possono essere serviti con ghiaccio o lisci, e inoltre possono essere miscelati con altre bevande che si abbinano alla perfezione per arricchirli di sapore. Qualche consiglio a livello estetico è quello di versarli in dei piccoli bicchieri trasparenti nel caso stiate servendo un amaro di colore chiaro; per l’amaro freddo, invece, consigliamo un bicchiere a stelo che impedirà che si scaldi velocemente. 

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