L'impennata dei costi di produzione mette alle corde le imprese agricole

La corsa del petrolio e delle materie prime si sta abbattendo in maniera pesantissima sull’agricoltura, le imprese sono così sempre più strette nella morsa degli aumenti dei costi
di produzione che nello scorso mese di febbraio sono cresciuti, rispetto all’analogo mese del 2007, dell’8,7 per cento.

A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, sulla base dei dati Ismea, mette in evidenza le difficoltà per gli imprenditori che vedono ridurre sensibilmente
i loro redditi proprio a causa di queste vertiginose impennate alle quali, peraltro, si contrappone una crescita molto contenuta dei prezzi praticati sui campi.

Tra gli aumenti registrati a febbraio -avverte la Cia- spiccano i record per i concimi (più 30,1 per cento) e per i mangimi (più 22,4 per cento). Onerose anche le conseguenze del
«caro-petrolio» che ha provocato un incremento del 6,8 per cento con punte del più 12,4 per cento per i lubrificanti e del più 7,4 per cento per i carburanti. Pesante
il costo dell’energia elettrica che ha fatto segnare una crescita del 3,5 per cento. A questi si aggiunge la lievitazione delle sementi (più 3,6 per cento).
I settori che hanno maggiormente risentito di questa frenetica corsa al rialzo delle materie prime sono state le imprese di allevamento (soprattutto bovini e bufalini con un più 16,4 per
cento e suini con un più 14,2 per cento) e quelle che coltivano frumento (più 10,3 per cento), mais (10,7 per cento), riso (più 9,4 per cento), e ortofrutta (più 4,7
per cento).
Rincari tendenziali si rilevano a febbraio anche per le sementi (più 3,6 per cento), gli antiparassitari (più 2,1 per cento) e il materiale vario (più 2 per cento).
Invariati, invece, i salari, le spese di assicurazione e gli emolumenti in conto terzi, mentre segnano una flessione del 12,6 per cento i prezzi degli animali da allevamento.

A rendere più complessa la situazione per le imprese agricole si sono aggiunti gli oneri previdenziali e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo
alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.
Ecco perché la crescita dei costi di produzione, insieme a quelli previdenziali e burocratici, non mancherà di avere pesanti ripercussioni sui redditi dei produttori agricoli che
-afferma la Cia- già nel 2007 sono scesi del 2 per cento. Un calo che fa seguito al meno 10,4 per cento del 2005 e al meno 3,4 per cento del 2006.

Quella dei redditi degli agricoltori è una situazione allarmante, visto che negli ultimi otto anni i nostri produttori hanno registrato, in ambito Ue, la flessione più accentuata:
meno 18,2 per cento. Dal 2000 è stato, infatti, un crollo verticale.

La corsa dei rincari a febbraio 2008 rispetto a febbraio 2007

Var. %

Sementi

3,6

Concimi

30,1

Antiparassitari

2,1

Carburanti

7,4

Energia elettrica

3,5

Lubrificanti

12,4

Mangimi

22,4

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