Lavoro: 81% italiani pronti a cambiare città per la carriera

L’81% degli italiani sono pronti a valutare opportunità lavorative in altre città ed il 67% a scegliere Paesi stranieri per la carriera, molto poco propensi a lunghi trasferimenti
quotidiani l’8% degli italiani, questa l’indagine è denominata Kelly workforce index e realizzata e condotta Kelly services, per verificare quanto siano disposti i lavoratori a spostarsi
per trovare occupazione.

Secondo quanto emerso dallo studio, l’atteggiamento dei lavoratori verso il pendolarismo non e’ uniforme. Se ovunque e’ auspicata una certa prossimita’ tra ufficio e luogo di residenza, il
livello di insofferenza verso la necessità di lunghi spostamenti per raggiungere il proprio posto di lavoro varia molto da paese a paese.
In Belgio, per esempio, ben il 23% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto ad affrontare spostamenti di oltre un’ora per raggiungere l’ufficio, mentre in Italia solo l’8% del
campione accetterebbe tratte quotidiane che superano i 60 minuti.

Dalla ricerca infatti emerge a sorpresa la disponibilità a cambiare città o Paese per ricoprire una posizione lavorativa più ambita, diviene per i lavoratori del nuovo
millennio quasi una necessità. Infatti, nonostante il 57% degli intervistati si auguri di continuare a vivere e lavorare nella stessa città fino alla pensione, ben il 75% delle
persone coinvolte nel sondaggio valuterebbe la possibilità di spostarsi per intraprendere una nuova esperienza professionale, e il 59% addirittura di emigrare all’estero.
Tendenza questa, ulteriormente avvalorata dall’alta percentuale di intervistati che affermano di aver già cambiato città (42%) e Paese (21%).
«Negli ultimi decenni, il mercato del lavoro e’ stato protagonista di profondi cambiamenti», dichiara il direttore generale di Kelly services Italia, Stefano Giorgetti.

Il fenomeno della globalizzazione ha portato, tra le tante conseguenze, anche alla nascita di una ‘nuova generazione di lavoratori’ per cui il concetto di confine e il sentimento di
‘radicamento territoriale’ hanno perso valore.
Infatti per quanto riguarda l’Italia, Paese celebre per il campanilismo dei suoi abitanti, circa 4 intervistati su 5 della rilevazione sarebbero disposti a cambiare città per lavoro e
oltre 2/3 del campione auspica un trasferimento all’estero.

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