Lavorare nel settore pubblico

Nell’immaginario collettivo il settore pubblico rappresenta un ambito lavorativo poco stressante, agevolato, in alcuni casi perfino lassista. In realtà lavorare nel pubblico implica un
impegno serio, forti motivazioni ed il desiderio di collaborare attivamente al funzionamento della macchina statale e di mettersi al servizio dei cittadini.
Trovare un impiego nel settore pubblico, infatti, vuol dire scegliere di lavorare in uno degli Enti statali, regionali, provinciali, comunali e della Sanità che regolano e influenzano la
vita di tutti i cittadini, italiani e non.

Come si diventa un dipendente pubblico
Chi intende accedere a tale tipologia di impiego ha a disposizioni tre strade.
La via più battuta è il concorso, ovvero il superamento di prove (scritte ed orali) che attestino il possesso dei requisiti richiesti in base ai diversi incarichi.
Gli appartenenti alle categorie protette, invece, possono lavorare per PA grazie al meccanismo della chiamata diretta, mentre i lavoratori con qualifica o livello inferiore possono inserirsi
nelle liste di collocamento.
Le Pubbliche Amministrazioni, all’atto dell’assunzione, si avvalgono di tipologie contrattuali che variano in base all’impiego ed alle necessità dell’Ente. In particolare si tratta di
contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato, part-time o full time, job-sharing, contratti di formazione e lavoro o contratti di lavoro temporaneo.

La retribuzione – La retribuzione dei lavoratori pubblici viene definita in fase di contratto e la negoziazione sulle condizioni economiche tra ente e lavoratore ha necessariamente un
carattere limitato, poiché deve rispettare le disponibilità economiche e le norme previste dall’ente stesso.
La retribuzione di un dipendente pubblico si compone dei seguenti elementi fissi:
– lo stipendio tabellare
– la tredicesima mensilità
– la quota per aggiunta di famiglia
– l’indennità integrativa speciale
e dei seguenti fattori variabili:
– l’indennità di amministrazione
– il Fondo unico di amministrazione
– il compenso per lavoro straordinario
– l’indennità di missione
– altre indennità derivanti dalla specifica qualifica professionale ricoperta.

Elementi da tener presente nella scelta dell’impiego – E’ bene ricordare che il lavoratore pubblico, pur non essendo alle dipendenze di un vero e proprio ‘titolare’, è sottoposto
alla totalità della popolazione, che rappresenta la persona giuridica pubblica. Lo scopo ultimo della Pubblica Amministrazione, infatti, è svolgere un servizio per i cittadini e
la comunità e chi lavora in questo ambito è tenuto a rispettare scrupolosamente il codice deontologico e di comportamento che fissa tutte le norme cui i dipendenti pubblici devono
attenersi.
Come ogni tipologia di lavoro, infine, esistono fattori positivi e negativi di cui bisogna tener conto nella scelta del proprio impiego. Se è vero che il pubblico rappresenta il tanto
agognato ‘posto fisso’, infatti, è anche vero che l’autonomia del singolo nello svolgimento del proprio incarico è limitata, poiché bisogna rispettare la programmazione
gerarchica e legislativa che organizza in modo dettagliato le funzioni e gli incarichi.
In poche parole, l’unico consiglio che possiamo dare a coloro che cercano lavoro è che non esiste una via facile ed una difficile, ma che è necessario valutare attentamente le
proprie esigenze ed attitudini prima di scegliere quale strada intraprendere.

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