Latte: zootecnia ormai alle corde. Costi sempre più insostenibili

Le imprese zootecniche da latte sono ormai alle corde, i costi sono sempre più insostenibili. Alle stelle mangimi e gasolio, con rincari che superano il 30 per cento in poco meno di tre
mesi, mentre il prezzo alla stalla non è più remunerativo, così gli allevatori rischiano di produrre in perdita.

A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, preoccupata per la situazione che si è venuta a creare, chiede la ripresa della Trattativa sul prezzo del latte
in Lombardia, la regione maggiore produttrice, rinnovando l’invito al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ad intervenire ed aprire un Tavolo di negoziato
allargato anche alla Grande distribuzione organizzata (Gdo).

I costi produttivi -evidenzia la Cia- sono lievitati in maniera drammatica: 21,3 per cento i mangimi e 7 per cento i prodotti petroliferi. Il prezzo del latte alla stalla è stato in
media nell’ultimo anno di 37-38 centesimi al litro. Il che non copre minimamente gli effetti degli aumenti che gli allevatori sono costretti a subire.

La Cia, pur riconfermando la sua mobilitazione sul territorio, ribadisce la disponibilità a riprendere la trattativa oggi interrotta al fine di giungere ad un soddisfacente accordo di
filiera. Ma la ripresa del negoziato deve tener conto di precise condizioni: recupero dei costi produttivi sostenuti dagli allevatori, un prezzo alla stalla più equo e un meccanismo di
adeguamento rispetto agli andamenti del mercato.

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