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Latte e derivati provenienti dagli eredi delle mucche clonate? Coldiretti dice no!

Bicchiere di latte, Mucche

Occorre intervenire tempestivamente per impedire l’arrivo sul mercato di latte e derivati provenienti dagli eredi delle mucche clonate che rappresenta un rischio concreto anche per l’Italia che
è il piu’ grande importatore europeo di latte e derivati dall’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’avvio da parte dell’agenzia per gli standard  alimentari
britannici di un’indagine sulla produzione non autorizzata di latte proveniente dalla progenie di mucche  clonate, in seguito alla denuncia riferita dal New York Times che ha raccolto le
confessioni di un anonimo produttore britannico di latticini il quale ha ammesso di utilizzare mucche nate da genitori clonati per la sua produzione quotidiana.

La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è – continua la Coldiretti – un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da
parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi. Dopo oltre tredici  anni
dalla scoperta della pecora Dolly, pubblicata sulla rivista Nature del febbraio 1997, oggi è possibile clonare un animale con una spesa attorno i diecimila e la tecnica – sottolinea la
Coldiretti – riguarda già molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli, con sperimentazioni effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla
Prometea e anche con un muflone selvatico.

Dalle frontiere italiane – ricorda la Coldiretti – sono arrivati nel 2009 ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 120 milioni di chili di polvere di latte
di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori perché non è obbligatorio indicare la
provenienza in etichetta. Una grave mancanza di trasparenza che ora diviene ancora piu’ urgente colmare.

La maggioranza assoluta dei cittadini europei ed italiani – secondo l’ultima indagine di Eurobarometro – bocciano la possibilità che latte, formaggi e carne provenienti da animali
clonati arrivino sulle tavole per motivi ambientali, etici, sanitari ed economici, avendo peraltro ben chiaro il significato della nuova tecnica. Il 79 per cento degli italiani – sottolinea la
Coldiretti – conosce infatti in cosa consiste la tecnica della clonazione animale, ma ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 per cento), che potrebbe
compromettere la biodiversità (63 per cento), che causi sofferenza agli animali (52 per cento) e che sia moralmente sbagliata (69 per cento). Il 64 per cento ritiene pertanto che la
clonazione a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile con la maggioranza dei cittadini che non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati e per questo – conclude la Coldiretti – il
78 per cento ha dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalla progenie di animali clonati.

 

coldiretti.it
Redazione Newsfood.com+WebTv

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