La Sicilia occidentale promuove il suo turismo alla Bit di Milano con The Best of Western Sicily

La Sicilia occidentale promuove il suo turismo alla Bit di Milano con The Best of Western Sicily

Per fare un salto di qualità nell’offerta turistica post covid, la Sicilia occidentale si presenta in Fiera Milano city dal 10 al 12 aprile con il progetto The Best of Western Sicily, sostenuto da tredici realtà pubbliche e private del territorio

Testo/Maurizio Ceccaioni
Foto/Maurizio Ceccaioni/Feedback

La costa nord ovest della Sicilia, scrigno di tesori unici paesaggistici e ricca di città d’arte e rinomate località di villeggiatura, si presenta al grande pubblico dalla ribalta della Borsa Internazionale del Turismo a Fiera Milano city (Rho) dal 10 al 12 aprile, con il progetto The Best of western Sicily.  Ideato anche grazie alle esperienze acquisite nell’edizione 2020 della Bit, sarà una vetrina da cui s’intende rilanciare in modo sinergico la prossima stagione vacanziera post covid e una buona occasione per gli operatori del settore, stampa specializzata e potenziali vacanzieri, per conoscere dai rappresentanti delle tredici realtà pubbliche e private del Libero consorzio comunale di Trapani e della Città metropolitana di Palermo, le strategie di promozione turistica e le novità del settore contenute nelle loro proposte 2022.
The Best of western Sicily è un progetto a hanno aderito i comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Contessa Entellina, Erice, Favignana-Isole Egadi, Marsala, Partanna, San Vito Lo Capo, Salemi e Pantelleria. Con loro Federalberghi Trapani e Liberty Lines, la compagnia di navigazione trapanese che oltre a mettere in collegamento le principali città della costa nordoccidentale con le isole siciliane, da quest’estate effettua altre rotte come Trieste-Pirano-Parenzo-Rovigno-Lussinpiccolo-Trieste e Otranto-Corfù. Il padiglione di riferimento è il n.3 allo stand B16\B28. L’area espositiva è stata progettata e realizzata per l’occasione dall’agenzia Feedback di Palermo – che tra l’altro già cura da tempo il Cous Cous Fest – in collaborazione con Telesud di Trapani.

Balneazione nella Riserva dello Zingaro

Il territorio siciliano e quello della costa occidentale in particolare, nei lunghi secoli ha visto passare e mescolarsi diverse culture, perché di qui sono passati Greci e Romani, Cartaginesi, Arabi e Bizantini, Normanni, Svevi e Spagnoli; e poi anche americani. È un territorio che, per chi non ci fosse mai stato, è tutto da scoprire, ricco di storia, cultura e bellezze naturali e quest’estate potrebbe essere l’occasione giusta per conoscerlo ed apprezzarlo. Per chi viceversa è un habitué, sa già che stiamo parlando di un mare cristallino come quello del golfo di Macari, il piccolo borgo del trapanese alle spalle di San Vito lo Capo, reso famoso dalla serie tv ‘Makari’, andata in onda per due stagioni su Rai 1. Ma anche di posti come la Riserva naturale dello Zingaro, la Scala dei Turchi, i templi greci di Segesta e Selinunte, le saline di Trapani e Marsala.

Se a soddisfare le esigenze dei turisti più esigenti non bastassero le bellezze naturali, la cultura e le tradizioni millenarie delle sue città d’arte, c’è un’altra caratteristica distintiva che mette il nostro Paese ai primi posti della graduatoria mondiale: l’enogastronomia. Un fattore importante nella nostra economia che specie in questa parte della Sicilia si eleva all’ennesima potenza, con piatti legati alle diverse culture dominanti, che nei millenni hanno permesso la nascita di una cucina particolarmente ricca, diversificata e certamente tutta da scoprire. Una dimostrazione del suo portato di potrà avere durante la serata live cooking, nel ristorante del “non chef” ma oste e cuoco palermitano Filippo La Mantia, al Mercato centrale di Milano. Sarà un food happening proposto nell’ambito del progetto The Best of western Sicily, in cui il noto cuoco si presenterà con racconti e la presentazione di alcune delle specialità siciliane.

Immagine del Bit 2020

Il calendario degli incontri siciliani al padiglione 3 stand B16\B28

Il programma per valorizzare le principali attrattive di questa area della Sicilia comincia domenica 10 alle 10,30 con la presentazione di Salemi, comune nel cuore della Valle del Belìce, tra campagne, colline e vigneti. Dal 2016 tra i Borghi più belli d’Italia, Salemi è un punto d’incontro tra innovazione e tradizione.

Alle 11,30 si parlerà di Favignana e delle Isole Egadi. Tra gli argomenti in discussione, i danni da marine litter, l’inquinamento delle acque prodotto dai nostri rifiuti e l’importanza della divulgazione scientifica per aumentare la consapevolezza dei danni conseguenti.

Alle 12,30 la parola va al comune di San Vito Lo Capo, con un focus sulle direttrici dello sviluppo turistico tra mare, eventi e turismo outdoor; anche se l’argomento principale sarà il prossimo Cous Cous Fest dopo un anno di fermo, che si svolgerà dal 16 al 25 settembre 2022. Lo slogan di questo importante festival internazionale dell’integrazione culturale giunto alla sua XXV edizione, sarà: ‘Love never stops (l’amore non si ferma mai). Chiaramente da non perdere, approfittando delle bianche spiagge, degustando le varianti del cous cous e coglierndo l’occasione per ritrovare quella voglia di socialità che abbiamo visto attenuarsi in tempo di pandemia.

La folla di San Vito lo Capo durante un Cous Cous Fest

L’appuntamento delle 14,30 sarà dedicato a ‘Strade del tonno rosso di Sicilia, un progetto per la valorizzazione dei territori e le attività legate alla pesca del tonno rosso. Alle 15,30 si parlerà del tema ‘Marsala: cuore antico in un Mediterraneo di pace’. La città che l’11 maggio 1860 vide lo sbarco dei Mille di Garibaldi e che dà il nome al noto vino liquoroso Doc, ci regala anche tramonti meravigliosi attraverso il mosaico di tasselli colorati della laguna delle saline di Marsala. Si trova nella Riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone e, di fronte alla città, c’è l’isola di Mozia (Mothia) o di San Pantaleo, sede di un’antica colonia Fenicia.

Alle 16,30 il Comune di Pantelleria tratterà di: ‘Pantelleria, la Sicilia che non ti aspetti’. Pantelleria è un’isola di origine vulcanica che dista 59 miglia nautiche da Trapani (110 km), ma solo a 36 miglia nautiche da quelle tunisine (65 km). È collegata via mare con il porto di Trapani e con voli dalle principali città italiane. L’isola è tutelata come Parco nazionale, al cui interno si trova lo Specchio di Venere, un piccolo lago vulcanico alimentato sia da acqua piovana che da tre sorgenti termali ricche di sodio, potassio e zolfo, fango e acqua calda tra i 35 e i 58 °C. Le acque del mare sono cristalline ma in genere le spiagge sono rocciose o sassose. Però la sabbia c’è sull’isolotto dei Conigli, sul lato sudovest, con una bellissima spiaggia oggi ad accessi limitati, che si può raggiungere a piedi. Abbiamo detto di un terreno vulcanico che sale fino a 836 metri s.l.m., ideale per la produzione del Moscato d’Alessandria, quello con cui al 100% si produce quel vino Zibibbo Doc di cui l’isola è grande produttrice.

le saline di Marsala coi caratteristici mulini a vento

Lunedì 11 aprile alle 10,30 gli incontri continueranno con ‘The Street of love: Alcamo, un viaggio tra Cielo e Doc’. Alcamo è uno dei comuni del golfo di Castellammare e, anche se di trova a 256 metri s.l.m ai piedi di Monte Bonifato (825 metri s.l.m.), in circa 15 minuti d’auto si possono percorrere i 10 km che dal paese portano sulla sabbia dorata e finissima della spiaggia di Alcamo Marina. Per chi ama la storia c’è da vedere il Castello dei conti di Modica, di epoca medievale, ma per chi ama le escursioni, nella Riserva naturale Bosco di Alcamo ci sono molti sentieri da percorrere in sicurezza.

Alle 11,30 l’antico borgo medievale di Erice si presenta con ‘Erice, dai fasti della storia a un futuro ecosostenibile: emozioni da vivere’. Questo piccolo paese che dall’alto dei suoi 751 metri s.l.m. domina Trapani e il suo mare, oltre che dalla strada è raggiungibile anche con la funivia dotata di un ampio parcheggio alla stazione di partenza. Ad Erice si mescola la storia del passato – con il castello normanno sorto sulle rovine del Tempio di Venere Erycina – e il presente. Qui, infatti, dal 1963 ha sede nell’ex monastero di San Pietro (San Rocco) il Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, l’organizzazione scientifica Affiliato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), fondata e presieduta dal fisico trapanese Antonino Zichichi, professore Emerito di Fisica Superiore nell’Università di Bologna e noto per le sue scoperte scientifiche e invenzioni che hanno contribuito al progresso della scienza.

Castelvetrano, area archeologica di Selinunte, Tempio E o di Era

Alle 12,30 si parlerà di Castelvetrano, il comune noto anche come la “Città degli Ulivi e dei Templi”. Quella di Castelvetrano è una zona nota per l’importante produzione di olio di oliva della varietà Nocellara del Belice e l’argomento trattato avrà come tema: ‘Selinus, la Sicilia extravergine. A livello storico-archeologico va ricordata l’antica città greca di Selinunte (VII secolo a.C.) coi suoi templi, che per estensione è uno dei parchi archeologici più vasti d’Europa.

Uno dei borghi marini più belli d’Italia è quello di Castellammare del Golfo e alle 14,30 si presenterà al pubblico della Bit con ‘Lo scruscio di Castellammare per raccontare il suo territorio, con i faraglioni e la tonnara di Scopello, la Riserva dello Zingaro, la baia di Guidaloca e le Terme Segestane. Ma principalmente del suo Castello a mare o Arabo Normanno, che ha dato il nome alla località.
Per muoversi e viaggiare per raggiungere molte delle numerose destinazioni turistiche siciliane, spesso non si può fare a meno di una compagnia di navigazione. Come la Liberty Lines, che alle 15,30 tratterà di ‘Trasporti e turismo, in sinergia per i territori.

Vista di Castellammare del Golfo e Alcamo marina dal Belvedere

Il La Bit chiude il 12 aprile, ma prima ci saranno altri tre appuntamenti da seguire nel padiglione 3 allo stand B16\B28. Alle 10,30 si parlerà di Contessa Entellina, uno dei più antichi insediamenti albanesi d’Italia, da dove arrivarono a metà XV secolo in fuga dai Turchi Ottomani, coi loro usi, costumi e tradizioni. È un comune a 571 metri s.l.m. della Città metropolitana di Palermo, che si trova nella Valle del Belìce. La lingua parlata è l’albanese antico e la religione professata è quella Cattolica di rito bizantino.
Tra le colline del comune di Contessa Entellina ci sono i 302 ettari di vigneti e le cantine da dove escono i famosi vini Donnafugata e il tema trattato per l’occasione sarà ‘Trazzere e gusto: Contessa Entellina un’emozione da vivere’.

A cura del comune di San Vito Lo Capo e la partecipazione di Francesco Ferla alle 11,30 si presenterà ‘San Vito Virtual’, un progetto multimediale innovativo fruibile da remoto ideato e realizzato da questo poliedrico architetto, designer, digital artist e fotografo siciliano. Attraverso l’uso di droni si è fatta una mappatura digitalizzata a 360 gradi del territorio sanvitese, passando dal generale al particolare con viste dinamiche virtuali di grado locale, urbano e paesaggistico. Il sito può essere gestito anche off-line nelle fiere e nelle manifestazioni turistiche di settore come la Bit. Ci sono gallerie fotografiche e video dinamici a 360° ripresi con telecamere sport action indossate dagli atleti durante le pratiche sportive che si vorrebbero pubblicizzare, anche per favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici sul territorio e coprire così anche la stagione invernale. Ogni pagina del sito sarà immediatamente fruibile in virtual reality solo indossando un casco. Sono validi tutti i visori di realtà virtuale (Oculus, Pico, Google Cardboard, Netgear, ecc.).

Affresco nel salone del Castello Grifeo, che rappresenta Ruggero I di Sicilia e Giovanni I Grifeo durante la cacciata dei Mori

Alle 12,30 chiuderà la tre giorni milanese il comune di Partanna con ‘Partanna patrimonio culturale della Sicilia: percorsi archeologici, preistorici, antropologici, di arte moderna e contemporanea’. Un tema attinente a una località dai segreti millenari come Partanna (dall’arabo Barthamnah), nella Valle del Belìce. Segreti e storie come quelli racchiusi e raccontate tra le mura e i sotterranei del castello Grifeo, appartenuto per secoli alla nobile casata dei Grifeo di Partanna, fin da quando Giovanni I Grifeo contribuì a cacciare dall’Isola le armate musulmane, al fianco di Ruggero I di Sicilia (detto i Gran Conte Ruggero). Oggi il castello Grifeo è sede del ‘Museo Regionale di Preistoria del Belìce e Centro d’interpretazione e valorizzazione territoriale’, ma Partanna è nota anche per le acque sorgive che alimentavano la colonia greca di Selinunte (circa 20 km su strada), e per la sua cipolla rossa dolce o Cipudda Partannisa (in dialetto), che può raggiungere anche il peso di un chilogrammo.

Partanna, figuranti per il corteo storico della festa di San Vito

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