La Cotto si appela ai parlamentari piemontesi per salvare la collaborazione tra i Comuni

Torino – «Mi appello ai parlamentari piemontesi perché vogliano porre rimedio a una scelta sbagliata e profondamente dannosa nei confronti dei Comuni, soprattutto quelli
minori» Mariangela Cotto, vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente di Forza Italia, non demorde e, il giorno dopo che l’aula di palazzo Lascaris ha respinto il suo ordine del
giorno sulle gestioni associate dei Comuni, torna alla carica rivolgendosi direttamente ai deputati e senatori eletti in Piemonte ai quali ha indirizzato una lettera aperta in cui richiama i
termini della questione.

Il problema nasce dalla nuova legge finanziaria 2008 che, dal prossimo 1° aprile, consente alle amministrazioni comunali l’adesione a un’unica forma associativa, a eccezione della gestione
dei rifiuti e del servizio idrico, stabilendo che dopo quella data «ogni atto adottato dall’associazione tra Comuni è nullo ed è, altresì, nullo ogni atto attinente
all’adesione o allo svolgimento di essa da parte dell’amministrazione comunale».
«Forse non era chiaro al governo proponente – scrive Cotto ai parlamentari piemontesi – che in tal modo si inibisce l’articolata rete di cooperazione interistituzionale, che consente la
gestione dei servizi complessi in modo associato. In caso contrario, infatti, i piccoli Comuni ben difficilmente potrebbero offrire servizi socio-assistenziali, culturali, di tutela e
promozione del territorio, non potendo disporre direttamente delle professionalità e delle risorse necessarie».

«Una formulazione così drastica e un termine così ravvicinato – prosegue Cotto – consentono ai Comuni di fare ben poco, se non interviene una modifica legislativa
tempestiva. In pericolo sono collaborazioni consolidate, come la partecipazione dei Comuni ai consorzi assistenziali o agli Istituti Storici della Resistenza, o alla Biblioteca Astense, ma
anche nuove forme, nate e sviluppatesi in questi anni, come le Unioni dei Comuni, i consorzi universitari, incoraggiati e sostenuti dalla Regione».
L’esponente azzurra suggerisce infine di intervenire nel «decreto milleproroghe», attualmente all’esame della Camera, «come momento in cui prevedere, preferibilmente,
l’abrogazione del comma della legge finanziaria, o in subordine almeno il differimento del termine, in modo da poter meglio valutare i rimedi possibili».

Leggi Anche
Scrivi un commento