La Commissione avvia un procedimento di infrazione nei confronti della Spagna

La Commissione europea ha formalmente chiesto alla Spagna di spiegare i motivi della mancata revoca delle condizioni imposte dall’autorità spagnola dell’energia (la Commissione nazionale
per l’energia, CNE), modificate dalla decisione del ministero spagnolo dell’Industria e del Turismo del 19 ottobre 2007.

Con decisione adottata il 5 dicembre 2007 ai sensi dell’articolo 21 del regolamento UE sulle concentrazioni, la Commissione ha dichiarato che le condizioni sono incompatibili con la normativa
comunitaria (vedi IP/07/1858). La richiesta della Commissione assume la forma di una lettera di costituzione in mora, prima fase della procedura di infrazione prevista dall’articolo 226 del
trattato CE. In assenza di una risposta soddisfacente entro 15 giorni lavorativi, la Commissione ingiungerà formalmente alla Spagna di conformarsi alla sua decisione inviando un parere
motivato, che rappresenta la seconda fase della procedura di infrazione.
In base ai poteri conferitegli dal Regio decreto spagnolo 4/2006, il 4 luglio 2007 la CNE ha deciso di assoggettare l’operazione Enel/Acciona/Endesa a una serie di condizioni. La decisione
è stata adottata senza previa notificazione o autorizzazione della Commissione.

Il 19 ottobre 2007, in seguito a un ricorso presentato da Enel e Acciona nei confronti della decisione della CNE del 4 luglio, il ministero spagnolo dell’Industria e del Turismo ha adottato una
decisione che modificava alcune delle condizioni imposte dalla CNE nella decisione del 4 luglio 2007, revocandone altre.

Il 5 dicembre 2007, la Commissione ha adottato una decisione in cui dichiarava che la decisione della CNE parzialmente modificata violava l’articolo 21 del regolamento UE sulle concentrazioni
in quanto:

1) la CNE ha adottato la sua decisione senza previa notificazione o autorizzazione della Commissione;
2) l’acquisizione del controllo congiunto di Endesa da parte di Enel e di Acciona è stata assoggettata a una serie di condizioni incompatibili con le norme del trattato CE sulla
libertà di stabilimento e sulla libera circolazione dei capitali (articoli 43 e 56 del trattato CE) e, parzialmente, con le norme sulla libera circolazione delle merci (articoli 28 e 29
del trattato CE).

Con la decisione del 5 dicembre 2007, la Commissione ha chiesto alla Spagna di revocare entro il 10 gennaio 2008 le condizioni imposte dalla decisione della CNE che erano state dichiarate
incompatibili con la normativa dell’UE. Le autorità spagnole non hanno ancora informato la Commissione di eventuali azioni o misure prese per conformarsi alla decisione del 5 dicembre.

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