Il rialzo dei prezzi alimentari potrebbe vanificare la crescita agricola dei paesi in transizione

Innsbruck, Austria, 26 giugno 2008 – L’aumento dei prezzi alimentari potrebbe vanificare l’apprezzabile crescita della produzione agricola registrata negli ultimi 10 anni in alcuni tra i paesi
più poveri dell’Europa e dell’Asia Centrale, ha detto il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, aprendo i lavori della 26° Conferenza Regionale della FAO per
l’Europa.

Come reazione all’aumento dei prezzi, ha affermato Diouf, i governi non sempre hanno incoraggiato gli investimenti agricoli necessari per incrementare la produzione e la
produttività, ma hanno invece preferito politiche di restrizioni alle esportazioni, che hanno avuto come risultato la cancellazione di contratti d’esportazione e prezzi
più bassi per gli agricoltori.

Dieci anni di progressi

“Come nella maggior parte dei paesi colpiti da insicurezza alimentare, la fame in Europa ed in Asia Centrale deriva dalla povertà rurale e da catastrofi sia naturali che causati
dall’uomo, piuttosto che dalla mancanza di cibo a livello macroeconomico”, ha osservato il Direttore Generale della FAO.

“Negli ultimi dieci anni, alcuni dei paesi più poveri hanno riportato incrementi notevoli del reddito nazionale pro-capite, specialmente quelli della regione del Caucaso
Meridionale e dell’Asia Centrale, mentre la crescita è stata più lenta nei paesi dell’Europa occidentale ed orientale”, ha aggiunto, facendo notare che anche la
produzione agricola pro-capite è cresciuta più rapidamente i questi paesi.

Ma questo trend positivo, ha poi aggiunto, potrebbe arrestarsi in mancanza di coraggiose misure politiche volte a contenere gli aumenti dei prezzi, facendo riferimento alle conclusioni della
conferenza organizzata nel marzo 2008 dalla FAO e dalla Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (EBRD).

Un potenziale non sfruttato

“Vi è un grande potenziale agricolo in Kazakistan, in Russia ed in Ucraina”, ha aggiunto Diouf. “Con un adeguato sostegno politico e con investimenti nelle infrastrutture almeno 13
milioni di ettari di terra potrebbero tornare a produrre, senza grandi costi per l’ambiente”.

La resa delle colture in questi tre paesi è tre volte inferiore che in Europa Centrale, Orientale ed Occidentale, dove sono impiegati fattori produttivi moderni e si utilizza
l’agricoltura contrattuale per ridurre i rischi del mercato.

“La Comunità di Stati Indipendenti (CSI) ed i paesi dell’Europa sud-orientale sono molto più rurali ed agricoli di quelli dell’Europa Occidentale”, ha affermato Diouf.
“Ciononostante l’agricoltura rimane vulnerabile e fornisce un reddito relativamente basso a causa di una resa insufficiente”.

Diouf ha poi detto che per la FAO la principale preoccupazione per questa regione è la povertà rurale che in alcuni paesi, specialmente in Asia Centrale, si accompagna
all’insicurezza alimentare, nonostante non manchi il personale qualificato in aree tecniche come la medicina veterinaria, la pesca, le foreste e l’agronomia.

“Quello che manca in questi paesi perché vi sia una crescita del settore agricolo e rurale sono politiche che favoriscano l’agricoltura commerciale ed istituzioni di governo a
sostegno dello sviluppo delle aziende agricole a livello familiare e del settore privato”.

“I nuovi membri dell’UE sono riusciti a ridurre la povertà rurale, a garantire una crescita agricola sostenibile e a diventare paesi a reddito alto grazie all’adattamento delle
loro politiche e delle istituzioni”, ha detto Diouf. “Questi paesi posseggono preziose conoscenze ed expertise per agevolare il processo di transizione agricola”.

Il sostegno della FAO

Diouf ha sottolineato l’impegno della FAO nel sensibilizzare i responsabili politici e l’opinione pubblica sugli interventi necessari per affrontare questi problemi, citando l’Iniziativa FAO
contro l’aumento dei prezzi alimentari, ed ha sottolineato che la FAO è pronta a fornire la sua assistenza in diverse aree di sua competenza per garantire a tutti la sicurezza
alimentare.

Diouf ha poi fatto riferimento ad altre difficoltà che negli ultimi due anni si sono frapposte allo sviluppo della produzione agricola ed al raggiungimento della sicurezza
alimentare della regione, infestazioni, malattie animali ed emergenze.

Ha poi sottolineato che la FAO ha in corso diversi progetti nella regione per fornire pesticidi ed altri fattori produttivi ed ha organizzato incontri tecnici per affrontare le migrazioni
transfrontaliere di locuste e le malattie animali come l’influenza aviaria, l’afta epizootica e la pesta suina africana, che hanno colpito i paesi dl Caucaso meridionale.

Come risposta alle emergenze sorte nella Federazione Russa, in Tagikistan ed in Moldavia, la FAO ha assistito le famiglie rurali povere a ricostituire i propri mezzi di sussistenza mediante
l’allevamento del bestiame e prodotti agricoli ad alto valore commerciale, fornendo inoltre sementi e mangimi animali ai contadini poveri colpiti dalle nevicate o dalla
siccità.

I partecipanti alla conferenza regionale, tra essi i rappresentati dei 44 paesi della regione, discuteranno di queste attività e dei progressi verso il raggiungimento degli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Altre questioni all’ordine del giorno sono l’adattamento al cambiamento climatico nella regione e la promozione dei prodotti agricoli locali tradizionale.

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