Il contributo del datore di lavoro al fondo complementare scelto dal lavoratore

D: Qual è la natura del contributo del datore di lavoro al fondo complementare scelto dal lavoratore? Fà parte degli elementi costitutivi della retribuzione? Il contributo
è obbligatorio anche per i datori di lavoro non iscritti al sindacato che stipulato gli accordi istitutivi del fondo di previdenza complementare?

R: Il contributo che il datore di lavoro versa al fondo complementare scelto dal lavoratore, in aggiunta al conferimento del TFR, è retribuzione differita con funzione previdenziale in
base a quanto ha disposto la Corte di Cassazione a Sezioni unite, con la Sentenza n. 974 del 1997.
E con Nota n. 11 del 2008 il Ministero del lavoro ha chiarito che tale contributo è dovuto dal datore dei lavoro solo se il lavoratore stesso versi a sua volta il contributo a proprio
carico e pertanto non fa parte degli elementi costitutivi della retribuzione, quali le ferie, la tredicesima mensilità, il riposo settimanale.

Per il Ministero si è di fronte ad una forma di integrazione della busta paga, in modo continuativo e non occasionale che farebbe propendere per la natura retributiva; così il
Ministero fa un distinguo: infatti a sostegno della natura retributiva c’è la legge che attribuisce ai CCNL la possibilità di stabilirne la misura minima, lasciando la
possibilità per il datore di lavoro di versare a proprio carico una percentuale superiore. Quindi per i datori di lavoro che, pur non iscritti al sindacato stipulante, danno concreta
applicazione al CCNL istitutivo del fondo cui il lavoratore è iscritto si conferma la natura retributiva, non lo è per quei dipendenti il cui datore di lavoro non applica tali
CCNL.

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