Guardia medica: timbrare il cartellino non prova che si è effettuato lavoro straordinario

Con sentenza del 21 settembre 2007, n. 9222, il Tar del Lazio ha stabilito che la timbratura del cartellino non dimostra che il medico ha effettuato lavoro straordinario e per questo non gli
compete il compenso per le prestazioni relative al servizio di guardia e di pronta disponibilità.

Fatto e diritto
Un dirigente medico di primo livello, dipendente di una ASL, aveva chiesto la remunerazione delle ore di lavoro straordinario prestato.
Per il medico tale lavoro straordinario si sarebbe reso necessario per evitare che rimanessero scoperti servizi essenziali come quello della guardia medica notturna presso il pronto soccorso e
presso il reparto e quello d’intervento in sala operatoria.

Le ragioni del medico
Secondo il medico, le prestazioni lavorative di «guardia medica notturna» di pronto soccorso, di reparto e d’intervento in sala operatoria, oltre a supplire a problemi
di turnazione dovuti sia a carenza di personale che ad esigenze di servizio, erano state effettivamente svolte oltre il normale orario di servizio e la relativa prova poteva essere dedotta
dalla timbratura della badge e del cartellino.

Le ragioni della ASL
Secondo la ASL il ricorso va rigettato per le seguenti ragioni:
a) le pretese del medico avrebbero dovuto essere rivolte contro la Gestione liquidatoria del precedente Ente sanitario o nei confronti della Regione Lazio;
b) per le pretese in esame dovrebbe operare la prescrizione quinquennale del credito non risultando presentata alcuna istanza di pagamento anteriormente alla notifica del ricorso;
c) le prestazioni straordinarie effettuate non risultano essere state autorizzate, a nulla rilevando la circostanza della relativa registrazione sui cartellini di presenza in servizio.
Inoltre la difesa della ASL ha precisato che le somme rivendicate attengono a prestazioni di lavoro straordinario che esulano dalle previsioni del CCNL e che, a prescindere dall’esistenza di
un’autorizzazione preventiva, sono relative a servizi ospedalieri che il sanitario dipendente deve comunque garantire.

La decisione del Tar
Secondo il Tar le disposizioni attinenti alla dirigenza delle ASL non prevedono la remunerazione delle prestazioni lavorative ulteriori rispetto al normale orario di servizio, ad eccezione
delle attività relative al servizio di guardia e alla pronta disponibilità, rispettivamente disciplinate dagli articoli 19 e 20 del Ccnl.
La timbratura per il TAR non può essere quindi considerata una prova specifica delle ore di straordinario effettuate dal medico e relative al servizio di guardia in quanto non dimostra
che il medico ha effettuato lavoro straordinario e per questo non gli compete il compenso per le prestazioni relative al servizio di guardia e di pronta disponibilità.

Tar Lazio, sentenza del 21 settembre 2007, n. 9222
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