Fiere, Campagnoli: «anche la politica metta da parte le polemiche»

Bologna – In merito alla possibile partecipazione della Regione alle società fieristiche dell’Emilia-Romagna, l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio
Campagnoli ha dichiarato: «ho verificato il consenso di tutte le associazioni imprenditoriali e sindacali regionali sulla scelta della Regione di promuovere accordi con gli Enti locali
soci delle società fieristiche che comprendano anche un ingresso della Regione nella partecipazione a queste società.

Si è ben compreso che è giusto e utile l’obiettivo di un impegno comune di Regione ed Enti locali per sostenere una ulteriore crescita delle società fieristiche anche con
una organizzazione integrata ed in rete delle loro attività per affermare ancora di più la competitività e il valore anche nazionale di grande piattaforma del «made
in Italy» del sistema fieristico dell’Emilia-Romagna. E che è opportuno che tale impegno a superare localismi e a costruire questa strategia di sviluppo veda anche l’apporto delle
associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali.

Auspichiamo quindi che, anche nel confronto politico, la nostra scelta venga valutata mettendo da parte polemiche pretestuose e senza fondamento; pregando quindi anche l’on. Galletti, che pare
volere contestare la legittimità di tale scelta della Regione, di prendere atto che Regione ed Enti locali non intendono perseguire alcun aumento delle quote pubbliche ed invece, anzi,
solleciteranno ulteriori apporti di risorse imprenditoriali e finanziarie; di non dimenticare comunque che in tutte le fiere italiane vi è una presenza di regione ed enti locali; e di
ricordare che la Regione Emilia-Romagna ha operato limpidamente per la modernizzazione delle realtà fieristiche realizzando per prima la loro trasformazione da enti pubblici in
società per azioni, prevedendo espressamente nella propria legge l’apporto nelle società di risorse imprenditoriali e finanziarie private e naturalmente perseguendo la
salvaguardia degli interessi pubblici e per il territorio.

Oggi sollecitiamo un’ulteriore strategia di sviluppo delle società fieristiche che sarà tanto più efficace tanto più sarà comune, come ha insegnato
l’esperienza della costruzione in Emilia-Romagna delle nuove grandi società dei servizi locali. Sosteniamo, in coerenza con la legge, che il grande patrimonio pubblico dei quartieri
conferito alle società fieristiche resti al servizio del loro sviluppo e del territorio».

Leggi Anche
Scrivi un commento