ENPA: “Via il foie gras dai supermercati”

ENPA: “Via il foie gras dai supermercati”

Il Natale si avvicina e, nonostante la crisi, supermercati e negozi espongono il foie gras, alimento per tradizione da consumare nel periodo che si avvicina.

Tuttavia, tale prodotto ha una situazione “a metà”: la vendita è cioè permessa, mentre è vietata la produzione, dati i sistemi usati

per ottenerlo.

Proprio le crudeltà dei volatili sono la molla per “Abbi Fegato”, nuova campagna di azione e
sensibilizzazione dell’ENPA. L’obbiettivo dell’Ente è duplice: far conoscere i trattamenti sugli animali, ed eliminare il fegato grasso dagli scaffali della grande distribuzione.

Riguardo al primo punto, l’ENPA non usa censure: ” Ogni anno 30 milioni di animali, tra anatre e oche, vengono barbaramente ingozzati con un tubo metallico di 20 o 30 centimetri infilato in
gola e spinto fino allo stomaco. Nel giro di pochi secondi vengono somministrate loro quantità enormi di mais per aumentare le dimensioni del fegato e sviluppare la steatosi epatica. E’
una pratica disumana e i tempi sono maturi perché l’Europa si muova e la metta definitivamente al bando”.

Descrizioni crude a parte, la campagna si appoggia sull’uso di Internet come mezzo di diffusione e di aggregazione della popolazione.

Oltre al sito, “Abbi Fegato” è presente sui maggiori social network, in primis Facebook, esortando all’azione.

Ecco allora il volantino: l’immagine dell’oca, la descrizione dei mezzi e
la frase: “La sua tortura per la delizia del tuo palato. Aiutateci a fermare questa crudeltà insensata”.

Più complicato il rapporto con la grande distribuzione. Eppure, qualcosa si muove: di recente, Coop ha eliminato il contestato patè dai suoi 1500 punti vendita.

Secondo il comunicato ufficiale, “E’ una scelta in
nome del benessere animale, in linea con la nostra politica che da tempo è orientata su queste tematiche come dimostrano le campagne “non testato sugli animali” per i cosmetici, la
completa esclusione dai capi di abbigliamento in vendita di pellicce naturali e la scelta di vendere solo uova provenienti da galline allevate a terra”.

Allora, gli animalisti possono essere ottimisti: ” La Coop ha fatto da apripista. Ora auspichiamo che anche altri marchi ne seguano l’esempio”.

Matteo Clerici

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