Economia Immobiliare: l’mmobile “muove” gli affari in tutti i settori

Economia Immobiliare: l’mmobile “muove” gli affari in tutti i settori

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Date: Sat, 3 May 2014 07:26:32
Subject: Economia Immobiliare – Immobile muove gli affari – QN Giorno, Nazione, Resto del Carlino – Assoedilizia Achille Colombo Clerici
Assoedilizia
Achille Colombo Clerici

A torto gli economisti hanno sempre condiderato l’economia immobiliare come una variabile indipendente del sistema economico generale.

Come disciplina minore, che non puo’ stare alla pari con l’economia paludata, quella cioe’   della produzione industriale,dei commerci e della  finanza.
Che comprende un settore che e’ un ventre molle, senza nerbo e senza reattivita’; che, comunque lo si tratti, ed anche se fiscalmente lo si comprima, non  produce riflessi sull’economia generale.

Che errore macroscopico.

A cominciare dal Governo.

Dalla fine del 2011 ad oggi
l’economia italiana, sospinta al basso dalla crisi del mercato immobiliare, e’ precipitata in una spirale perversa all’insegna della sfiducia di risparmiatori ed investitori.

L’economia immobiliare non e’ tuttavia quella legata al principio del 1850 allorche’ il deputato Martin Nadau affermo’ ” quand le batiment va, tout va”: che significa sviluppo della attivita’ costruttiva volta alla nuova produzione edilizia.

L’economia immobiliare e’ qualcosa di diverso e di piu’ complesso e nel nostro Paese ha una tipologia tutta propria.
L’Italia, come si distingue per il piu’ alto numero di PMI ( in termini relativi, quasi una ogni 10 abitanti ), cosi’ presenta il piu’ elevato numero di proprietari immobiliari: Il numero dei proprietari di immobili in Italia raggiunge i 46 milioni di soggetti (persone fisiche e persone giuridiche); titolari di proprieta’ globale (individuale ed esclusiva) o pro quota (in comunione); piena o nuda, cosi’ suddivisi: -38 milioni sono i proprietari di fabbricati ( di cui 9 mil. proprietari anche di terreni); – i proprietari di terreni sono 17 milioni; dei quali 8 milioni proprietari solo di terreni e 9 anche di fabbricati.
Il 96% è costituito da cittadini italiani.
Il valore medio dell’investimenti per ogni soggetto è di circa 170/200.000 euro.

L’economia immobiliare e’ quella legata al mantenimento del risparmio nell’immobile .

Un grande volano dell’economia; perche’ non si tratta di un investimento statico, bensi’ estremamente dinamico e, semmai, stabile.

Esso genera una continua attivita’edilizia di manutenzione del patrimonio esistente e tutta una serie di attivita’ complementari “di indotto” volte alla amministrazione alla gestione, alla valorizzazione/riqualificazione ed alla commercializzazione degli immobili.

Ma perche’ cio’ avvenga e’ necessaria la fiducia in questo “mercato”:  non solo la fiducia dei grandi operatori magari istituzionali, ma quella dei risparmiatori diffusi, cioe’ delle famiglie.

In questi ultimi tempi alcuni importanti fondi immobiliari tedeschi, che hanno investito in tutti i Paesi d’Europa, tranne che in Italia, si stanno affacciando sul mercato italiano.

Quando si informano delle prospettive fiscali che si prefigurano per il nostro mercato, debbono prendere atto che queste non sono affatto prospettive di stabilita’ fiscale: anzi, proprio con riferimento alla riforma del catasto in corso, che durera’ anni ed alla fine non si sa dove ci portera’, sono di grande incertezza.

Agli occhi dei fondi non conta tanto il trattamento fiscale loro riservato; che pure e’ un regime di defiscalizzazione dei redditi assai favorevole.

Conta piuttosto, se non la valorizzazione, quanto meno la tenuta dei valori di mercato, che presidiano la validita’ del loro investimento.

E quando la fiscalita’ generale e’ punitiva del risparmio immobiliare diffuso si mette a rischio la tenuta stessa dell’intero  sistema dei valori di mercato.

Con questa prospettiva i fondi stranieri rimangono alla finestra.

E le famiglie italiane cosa dovranno fare con i propri risparmi ?

Senza dunque una norma di salvaguardia specifica che, al di la’ dei buoni ma inefficaci propositi dell’invarianza di gettito, garantisca il contribuente immobiliare, ligio alle norme, da pesanti inasprimenti della pressione fiscale a suo carico, la riforma catastale in itinere produrra’ immediatamente danni all’economia immobilare, per l’incertezza che crea negli investitori diffusi e nel mercato.

Redazione Newsfood.com

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