Est! Est!! Est!!! festeggia 50 anni di DOC nella Rocca dei Papi di Montefiascone

Est! Est!! Est!!! festeggia 50 anni di DOC  nella Rocca dei Papi di Montefiascone

 

EST EST EST COMPIE 50 ANNI DOC: L’ANNIVERSARIO SI E’ SVOLTO A MONTEFIASCONE
Dalla leggenda del vescovo Defuk all’impegno delle sette aziende del neonato Consorzio di tutela, la Doc Est! Est!! Est!!! è arrivata al traguardo dei 50 anni. Grande evento a Montefiascone (VT)
Nella Rocca dei Papi di Montefiascone si è tenuta un’importante occasione per l’anniversario del Riconoscimento Disciplinare D.O.C. del vino EST! EST! EST! di Montefiascone.
Il 3 marzo 1966 l’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone otteneva la DOC, e si poneva come secondo vino a raggiungere l’ambito risultato. Il neonato Consorzio di Tutela ne festeggia i 50 anni con un Convegno e una giornata dedicata alla conoscenza di un vino e di un territorio che sono vanto per la Tuscia da più di mille anni.
L’Est! Est!! Est!!! è l’unico vino che porta nel nome tanti punti esclamativi riportati fedelmente anche sulla Gazzetta Ufficiale che il 7 maggio 1966 gli assegnò la Doc, dopo quella alla Vernaccia di San Gimignano e, a seguire, all’Ischia e al Frascati. L’orgoglio dell’inserimento tra le prime quattro Denominazioni di origine controllata italiane oggi contribuisce a dare nuovo impulso alla valorizzazione di questo vino nato in un territorio vocato fin dal tempo degli etruschi e frutto dei tre vitigni  storici: Trebbiano, Malvasia e Rossetto. Le sette cantine che fanno parte del Consorzio nato lo scorso agosto sono l’Antica Cantina Leonardi, Bigi, Cantina di Montefiascone (la maggiore produttrice) la Cantina Stefanoni, Falesco, Mazziotti e Villa Puri.
Il primo novembre del 1966 entrano in vigore i disciplinari delle prime 4 DOC italiane riconosciute da un Decreto del presidente della Repubblica del 3 marzo 1966: seconda, dopo la Vernaccia di San Gimignano, c’è la denominazione Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, con disciplinare pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 111 del 7 maggio 1966 e poi a seguire  l’Ischia e  il Frascati. Un risultato di rilievo che rende merito a un vino letteralmente da leggenda e a un territorio in cui la vite dimora dai tempi degli Etruschi. A 50 anni da questo importante riconoscimento, il neonato Consorzio di Tutela dell’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone vuole festeggiare il percorso fin qui fatto, la crescita costante in qualità e la forza di questi tre vitigni storici, Trebbiano, Malvasia e Roscetto che insieme rendono l’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone un vino unico.
Sabato 7 maggio, dunque, il Consorzio ha organizzato un pomeriggio dedicato alla conoscenza dell’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone nella Rocca dei Papi di Montefiascone.
Quest’anno si celebra l’anniversario delle prime dieci DOC italiane, molte delle quali ricadono nei territori delle Città del Vino. L’associazione vuole festeggiare questa importante ricorrenza (“Cinquanta candeline per le prime dieci doc italiane”) con una carrellata sulla storia, le caratteristiche e gli abbinamenti di questi pregiati vini, molti dei quali ricadono nei territori delle città del vino, accostandoli a prodotti e piatti tipici della cultura gastronomica regionale. All’incontro, non tanto celebrativo, quanto punto di partenza di un nuovo ed efficace progetto di valorizzazione e conoscenza di un prodotto tanto identitario della zona del Lago di Bolsena, hanno partecipato il sindaco della città Luciano Cimarello, il presidente del Consorzio di Tutela Mario Trapé della Cantina di Montefiascone, Carlo Hausmann, assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Attilio Scienza assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, della Facoltà di Agraria dell’Università e il giornalista Daniele Cernilli.
All’evento è intervenuto anche il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, anche nella veste di produttore dell’azienda Falesco.

Con vari progetti comuni le associazioni si sono impegnate a far emergere a livello nazionale questo bianco molto apprezzato nel territorio ma che non aveva finora saputo far emergere la sua unicità tra i pure celebrati vini della Tuscia. Come in altre realtà regionali si cercherà anche di far assumere al vino il ruolo di ambasciatore di Montefiascone e dei suoi comuni limitrofi. Conosciuto come la “perla dell’alto Lazio”, domina il lago vulcanico di Bolsena, il più vasto d’Europa.
Dalla Rocca dei Papi la vista spazia dal mare all’Amiata, dai monti della Tolfa a quelli dell’Umbria. Tappa d’obbligo della Via Francigena, conserva straordinari monumenti religiosi. In più questo vino ha una storia singolare da raccontare, e poco conta se qualche riferimento sia fantastico o reale in quella Montefiascone di qualche secolo fa, crocevia di Papi, imperatori, condottieri, santi e predicatori.
Era tanto buono quel vino che nel ‘500 il vescovo Defuk, neppure sfiorato dai princìpi del bere moderato, non seppe smettere in tempo. Sembra anche che a piene coppe ci pasteggiassero allegramente Gargantua e Pantagruel, i giganti di Rabelais, e che Casanova, forse insicuro del suo appeal, gli avrebbe affidato il ruolo di fiaccare la resistenza di una tal gentil signora. È certo comunque che nel 1731 l’Est! Est!! Est!!! fu inserito nella sua Enciclopedia dal tedesco Johan Heinrich Zedler come uno dei migliori vini d’Europa. Storie affascinanti, ma di queste poco si è parlato nell’incontro di Montefiascone, tutto proiettato alla costruzione di una strategia futura, sempre partendo dalla qualità. L’impegno del Consorzio con il disciplinare e con l’erga omnes, del Ministero che traina il turismo  con sincerità e critica, sarà quello di tutelare il marchio e riproporlo al mercato con tutto il suo valore, come ha sottolineato il sindaco di Montefiascone Luciano Cimarello.
«Questo cinquantenario – ha detto – dovrà segnare una “ripartenza” di questo vino ancorandolo al territorio e valorizzandone i legami paesaggistici e naturalistici». Sulla necessità di costituire il Consorzio è intervenuto Riccardo Cotarella. «Così – ha detto – sono stati eliminati inevitabili residui di competizione fra i produttori. Ora insieme dobbiamo dare un impulso nuovo al prodotto, con una viticoltura di precisione, riducendone la quantità e potenziandone la qualità e l’immagine. Deve partire un programma comune, un’operazione meno folkloristica e più culturale».  L’intenzione è quella di valorizzare tecniche e territorio insieme e la qualità dell’annata per cui occorre gestire bene le energie. La citazione finale del primo cittadino nel suo intervento è quella di Leonardo Da Vinci: “sappiamo sulle cose celesti che sul suolo divini di 800 anni fa”. Gestire qualità e conoscenze e il cambiamento”
Tutto mirato alle prospettive future è stato anche l’intervento di Attilio Scienza. «Ci si deve muovere pensando a come va la viticoltura mondiale – ha detto- non possiamo cullarci nella convinzione che il nostro vino sia perfetto. Il vino è figlio del viticoltore che ha il rapporto con la terra, non del produttore. Inoltre alla base di un mercato ci sono tutta una serie di aspetti che determinano il comportamento del consumatore .Non si può fare vino e venderlo senza comprende questo, senza una cultura d’impresa. In più, nel caso dell’Est!Est!! Est!!! la realtà del suono vulcanico va enfatizzata perché gli dona una forte identità e l’etichetta deve essere una sintesi di tutti i suoi valori. Il futuro non si subisce ma si programma».
Est-est-est-bottiglieL’illustre studioso impegnato nell’Università ha menzionato come i fattori determinanti per l’azione futura di promozione siano:
L’apprezzamento delle emozioni, il vino non deve mai stancare e deve essere identificabile in geografia come in enologia. Inoltre  devono essere comparabili e imitabili i colori e il profumo, la naturalità, l’ evocazione, e il ricordo
La viticoltura mondiale ha visto il Cambiamento del consumatore verso il produttore Ottimismo, internet, coltivazione vitigni con produzioni tecniche e valorizzazione diversa da conoscenza territorio, con l’attenzione rivolta ai seguenti fattori: la storia del vino che comprende il territorio e il vitigno insieme agli uomini e al sapore
Anche per l’assessore regionale Carlo Haussman, se l’identità di un prodotto diventa quella del territorio, tra i compiti primari del consorzio ci sarà quello di fabbricare un’offerta locale con un progetto comune, occorre evitare rispettivamente il pericolo che l’EST rimanga un prodotto  di nicchia ottenendo una diversa pigmentazione, i vari aspetti socio-culturali, e la psicografia incorporata del diverso prodotto in direzione del  tannino di massa.
Coregone-allaneto  Il Gal ha un progetto diverso dalla conservazione si riparte dal futuro 50 anni dopo ne il Marketing dei prodotti come servizio. L’EST casalingo concreta e inizia un programma analogo e supera l’immagine classica, per cui l’assessore ha rilevato l’esigenza di fare sinergia per la viticoltura con più precisione e qualità, in particolare per diffondere iniziative d’immagine dai produttori, ed appare mancante solo la volontà.
Infine nell’intervento del giornalista Cernigli emergono cinque  proposte, rispettivamente essenziali, rispettivamente:
L’indicazione di vini particolari
Il cambio del sistema informativo
L’adozione di altre viticolture
Un piano di Alleanze rappresentate dai PSR.
La rivitalizzazione delle cantine per la storia del territorio.
Il Dott. Cernigli ha inoltre sottolineato l’importanza della sinestesia varietale e il mito dell’iconema con lo  Storytelling  (cioè la sostituzione + la diversa climatizzazione oltre alla creatività).
La Governance va in direzione dei PSR (Piani di Sviluppo Rurali)
Una  giusta durata appaiono i 50 anni nel mondo, da considerarsi quasi come un’era geologica, com’è per la DOC e la DOCG, con denominazione diversa ( ad es. i vini greci erano in realtà latini) anche individuale come nel periodo compreso tra gli anni 80’ e 90’. Attualmente il mercato vince sulle mode, una volta attuato il protocollo,  ci si è direzionati nel senso di compatibilità con l’ambiente (sostenibile),  a favore del salutismo: dunque nella prospettiva di una diminuzione dell’uso di additivi chimici nell’enologia, contenuta in questo senso .
EST EST EST appare come fattore inibente, essendo un nome di difficile  pronuncia (meglio per es. Chateaux Lafitte), soprattutto perché la pronuncia è senza la R. Il tentativo di adattamento, nella tradizione antica, prevede di attribuire un brevetto bianco. La TUSCIA era considerata in passato come facente parte dell’ ETRURIA. Il Rosceto della Tuscia è interessante, per il fattore che l’intercambiabilità è iniziata tardi al SUD.
L’unione di fattori che hanno creato una  cultura in materia di enologia che si aggiunge all’alstorazione  competitiva (come ricorda il noto economista  KEYNES: “La difficoltà è fuggire dalle vecchie idee più che non crearne di nuove”).
Dopo la conferenza si è tenuta una degustazione nell’Enoteca del Castello con l’assaggio di formaggi artigianali ovini e caprini del locale caseificio Sensi, quindi un incontro conviviale al Ristorante: “La Carrozza d’Oro”, affacciato sul Lago di Bolsena. Proprio con il pesce di acqua dolce lo chef stellato Danilo Ciavattini ha creato piatti come il Coregone all’aneto e scafata e i Taglionini al ragù di lago, pensati per l’abbinamento al nostro bianco protagonista. 



Un’altra degustazione guidata dal sommelier e giornalista Carlo Zucchetti si è svolta nell’Antica Cantina Leonardi, un’azienda nata ai primi del ‘900 e guidata da Riccardo Aputini, alla terza generazione. È un’azienda modello, tra le più attive nella costituzione del Consorzio, che ha saputo rinnovarsi secondo le linee della più moderna enologia e produce anche ottimi rossi nei suoi 24 ettari vitati. Il disciplinare del Consorzio limita le zone di produzione tra Montefiascone, Bolsena, Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Marta e San Lorenzo nuovo. I vitigni previsti dal disciplinare sono il Trebbiano Toscano (detto Procanico) 50-60%, il Trebbiano Giallo (detto Rossetto) 25-40 e la Malvasia Bianca o del Lazio 10-20%. Altri vitigni sono entrare nel blend in quantità non superiore al 15%.
Di seguito pubblichiamo le caratteristiche tecniche e il disciplinare della DOCG dell’EST EST EST

Andrea Novarino
Inviato speciale
Newsfood.com

 

EST! EST!! EST!!! di MONTEFIASCONE: TIPOLOGIE E DISCIPLINARE

Disciplinare: Approvato DOC con D.P.R. 03.03.1966 (G.U. 111 – 07.05.1966)

PROTOCOLLARE E CARATTERISTICHE TECNICHE DELL’EST EST EST
Regione: Lazio
Provincia/e: Viterbo
Tipologie: Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, Est!Est!!Est!!! di Montefiascone Classico, Est!Est!!Est!!! di Montefiascone Spumante.
Vitigni: Trebbiano toscano (localmente detto Procanico) dal 50-65%; Trebbiano giallo (localmente detto Rossetto) 25-40%; Malvasia bianca lunga e/o Malvasia del Lazio 10-20%; Altri vitigni di colore bianco non aromatici 0-15%.

Cenni storici e/o geografici: La zona di produzione ricade nella parte settentrionale della regione Lazio, su territori di origine vulcanica di media e alta collina (distretto Vulsino). La nascita e lo sviluppo della viticoltura in questo areale fin dal tempo degli Etruschi e dei Romani è sicuramente dovuta all’influenza positiva sul clima del vasto bacino lacustre di Bolsena, sul quale si affacciano la gran parte dei terreni vitati. Il nome del vino è legato alla leggenda secondo la quale nel 1111 il Vescovo De Fuk, giunto in Italia al seguito dell’Imperatore Enrico V, invitò il suo servitore Martino a precederlo lungo il tragitto alla ricerca del vino migliore chiedendogli di segnare il posto in cui degustava il più buono con il contrassegno Est. Giunto a Montefiascone incontrò la porta di un’osteria con tre Est come segno di eccellenza e decise di abbandonare il corteo imperiale diretto a Roma per trasferirsi lì. In riconoscenza dell’ospitalità ricevuta, lasciò un’eredità di 24.000 scudi a condizione che ad ogni anniversario della sua morte una botticella di vino venisse versata sul sepolcro.

Descrizione: Colore giallo paglierino più o meno intenso. Odore fine, caratteristico, leggermente aromatico. Sapore secco o abboccato o amabile, sapido, armonico, persistente con leggera vena amarognola.
Titolo alcol. minimo: 10% (Est!Est!!Est!!! di Montefiascone), 10,5% (Classico e Spumante).
Abbinamenti: antipasti magri, piatti a base di pesce di lago, sardine fritte e carni bianche e con lo Spumante torta di ricotta romana.

Redazione Newsfood.com

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