Divieto calciobalilla. Il proibizionismo e’ sempre arroganza del potere

Divieto calciobalilla. Il proibizionismo e’ sempre arroganza del potere

Firenze – La notizia dei primi giorni d’agosto era incredibile, ma vera: il Sindaco leghista di un paese in provincia di Bergamo, Villa d’Ogna, aveva
vietato l’uso del calciobalilla nelle ore serali dopo le lamentele di alcuni residenti per lo schiamazzo. La cosa poteva finire li’ e, dopo la meritata notorieta’ nazionale, Angelo Bosatelli
avrebbe potuto soprassedere e tornare ad amministrare il proprio paese. No! Ecco di nuovo il nostro Sindaco: non contento abbastanza del “muso duro” gia’ mostrato, ha voluto concedere una
deroga per un bar dove si svolgono gli allenamenti della locale squadra che partecipa al campionato del Centro sportivo italiano… che guarda caso era proprio il bar per i cui schiamazzi era
stata emanato il divieto.

A parte la curiosita’ di sapere cosa raccontera’ a chi si era lamentato provocando il divieto, non era piu’ semplice stabilire che il divieto non c’e’ piu’? E, come avrebbe fatto qualunque
amministrazione di buon senso senza dover per questo far riferimento ad un nuovo divieto, vigilare perche’ non ci fossero schiamazzi oltre il consentito dai parametri stabiliti per la quiete
pubblica? No! Probabilmente perche’ non afferma abbastanza il potere del Sindaco e, soprattutto, quest’ultimo avrebbe dovuto riconoscere di aver fatto in precedenza una fesseria.

Il proibizionismo e’ una “brutta bestia”. Si afferma sempre con l’arroganza del potere, financo con la violenza. Non solo, ma e’ sintomo di un pessimo modo di amministrare e rapportarsi coi
propri amministrati, considerati alla stregua di bimbi da condurre con mano e non adulti in grado di rispettare le leggi che gia’ ci sono (schiamazzi notturni, per l’appunto). Arroganza che,
infine, si manifesta con l’illogicita’ e il ridicolo: qualcuno vieterebbe l’uso dei coltelli perche’ possibili armi che potrebbero far male a qualcuno? No, di certo. E cosa altro e’ il divieto
del calciobalilla perche’ il suo uso puo’ anche essere lesivo del diritto al riposto di qualcun altro?

aduc.itRedazione Newsfood.com WebTv

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