Dati OCSE: dichiarazione di Paolo Pirani, Segretario confederale UIL

Oggi l’Ocse rileva come l’eccessivo peso del fisco sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti collochi queste ultime come fanalino di coda tra le retribuzioni europee, mentre dal canto suo,
l’Aran, l’Agenzia per la contrattazione della Pubblica Amministrazione, sottolinea la scarsa credibilità che si è determinata tra l’inflazione programmata e la realtà della
spesa delle famiglie.

E’ la conferma di un’emergenza sui salari e in generale sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati a cui occorre dare risposte precise ed urgenti operando sia sul fisco che sui
contratti di lavoro.

Il ruolo del sindacato, non può essere quello di continuare a far melina limitandosi a dare giudizi sui programmi elettorali dei partiti e non assumendosi direttamente la
responsabilità di rappresentare sia sul piano contrattuale sia su quello generale gli interessi dei milioni di cittadini e cittadine che gli hanno dato fiducia.

Non si può solo discettare di rappresentanza: occorre esercitarla nell’agire concreto a partire da quella riforma dei contratti che non può essere materia dei centri studi ma deve
diventare confronto concreto. Continuare a star fermi è un problema che non inciderà tanto sulla qualità dei rapporti tra le organizzazioni ma finirà inevitabilmente
per danneggiare il sindacato stesso e i lavoratori.

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