Cremona: la proposta degli ambiti agricoli del Ptcp in Commissione Territorio

Cremona – Il territorio provinciale attualmente destinato ad attività agricole copre l’89% del totale della superficie provinciale, mentre l’11% è il livello medio di
consumo di suolo (edificato o già edificabile), il dato è emerso nella riunione della Commissione Territorio del consiglio provinciale, riunitasi, con la presenza dei sindaci di
Ostiano Alessandro Lanfranchi e di Dovera Giuseppe Rioldi, dell’ufficio di presidenza della Conferenza dei sindaci per la revisione del Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento provinciale.

La riunione era stata convocata per informare del lavoro fin qui fatto per la definizione degli Ambiti agricoli provinciali, uno dei punti nuovi e qualificanti previsti dalla legge regionale.
In sostanza, mentre nella pianificazione urbanistica precedente le aree agricole nei Prg comunali erano tutte quelle che non risultavano destinate ad altro, la nuova legge chiede invece che
esse vengano definite prima. Una novità di cui è evidente l’importanza soprattutto in un territorio come quello della provincia di Cremona.

La Provincia propone che il Ptcp preveda la definizione di ambiti agricoli per l’85% del territorio complessivo, con lievi diversificazioni nei tre territori: la previsione è infatti
dell’82% nel Cremasco, dell’87% nel Cremonese e dell’89% nel Casalasco.
La proposta, come ha sottolineato Lanfranchi in qualità di presidente della Confrenza dei sindaci, è frutto di un fitto confronto tra Provincia e Comuni per la definizione degli
ambiti agricoli ma anche per l’intera variante al Ptcp. Sono stati incontrati 101 Comuni, alcuni più volte, e la concertazione è avvenuta fra la Provincia e ogni singolo
Comune.
La materia, ha sottolineato Lanfranchi, è in continua evoluzione, e il fatto che la variante al Ptcp sia in corso di elaborazione in contemporanea all’elaborazione, da parte dei Comuni,
dei Pgt, i Piani di governo del territorio che sostituiranno i Prg, affida a tutti un’occasione unica per costruire una programmazione territoriale unitaria e coerente.

L’assessore al Territorio Agostino Alloni, dopo aver precisato che non si tratta di elaborare una variante generale al Ptcp, approvato quattro anni fa, ma di un adeguamento ai contenuti della
legge regionale 12, ha delineato un’ipotesi di percorso temporale. Entro la metà di febbraio si vorrebbe convocare la riunione plenaria dei sindaci per chiudere la definizione degli
ambiti agricoli e le procedure per l’adeguamento. L’obiettivo è di arrivare all’adozione del Ptcp da parte del consiglio provinciale entro la fine della primavera. Dopo di questo,
infatti, la Regione avrà quattro mesi di tempo per esprimere il parere vincolante e altri sei mesi dovranno essere dati per la presentazione di eventuali osservazioni. Infine il
passaggio di nuovo in consiglio per le eventuali modifiche e l’approvazione definitiva.
Il Ptcp, ha concluso Alloni, dovrebbe racchiudere alcune idee guida per lo sviluppo sostenibile che siano condivise da tutti i Comuni. Ed ha elencato, a mo’ d’esempio, l’idrovia, la
mobilità intermodale, il recupero delle cascine e dei volumi edilizi esistenti prima di pensare ad espansioni.
Fra i consiglieri intervenuti alcuni hanno espresso valutazioni generali, altri considerazioni più di dettaglio. Fra i primi Pierluigi Tamagni ha lodato il «bel lavoro che nasce
dalla collaborazione fra Comuni e fra interessi diversi». Giampaolo Dusi ha sostenuto come sia opportuno prendersi il tempo necessario di approfondimento e discussione «per non
prendere decisioni affrettate».
Fra i secondi, Andrea Ladina ha chiesto se non si possa pianificare anche, ad esempio, la localizzazione delle centrali a energie alternative nei poli industriali intercomunali anziché
subire interventi puntuali sparsi.

Alloni ha risposto che il Ptcp non è un piano di dettaglio. Tale pianificazione, infatti, è assegnata ai piani di settore e di dettaglio, come i piani d’area, che «Abbiamo
fatto laddove abbiamo avuto riscontro da parte dei Comuni». In merito alle localizzazioni, il Ptcp può escludere zone tutelate, mentre gli indicatori di sostenibilità
individuati, e la Valutazione ambientale strategica sulla quale è aperto anche un Forum on line, possono offrire garanzie di rispetto del documento che indica gli obiettivi generali del
Ptcp.

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