Cremona: canoni d'affitto Erp

Cremona – Le norme della legge regionale 27 dell’8 novembre scorso, in base alle quali dal primo gennaio viene determinato il canone d’affitto per gli inquilini degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica, siano essi di proprietà dell’Aler o dei Comuni, preoccupano il consigliere provinciale Cesare Mainardi, del Partito democratico.

In una interrogazione, Mainardi cita fonti regionali secondo le quali l’80 per cento degli inquilini vedrà aumentare il canone d’affitto in misura anche sensibile in quanto i tetti degli
aumenti medi previsti dalla legge possono arrivare fino al 37%.
Inoltre il consigliere ricorda come l’Anci avesse chiesto, invano, una proroga dell’entrata in vigore dei nuovi parametri di calcolo in quanto i Comuni non dispongono ancora dell’anagrafe
aggiornata dell’Isee Erp per la valutazione dei redditi degli affittuari..
La legge regionale, secondo Mainardi che cita fonti del Comune di Cremona, non ha tenuto sufficientemente conto delle realtà provinciali nella definizione dei criteri che sono alla base
del calcolo del canone, in particolare per quanto riguarda la determinazione del costo convenzionale degli alloggi, che potrebbe limitare l’efficacia della possibilità di ridurne del 20%
il valore attraverso accordi territoriali, in quanto i costi reali nel nostro territorio si discostano in modo significativo dal costo convenzionale stabilito dalla legge.

Il consigliere provinciale sostiene la necessità di garantire ai cittadini una corretta informazione e di attivare tutte le possibilità previste per attenuare l’impatto sociale
degli aumenti dei canoni. Per questo Mainardi chiede, in chiusura dell’interrogazione, un intervento del Presidente della Provincia nei confronti del rappresentante dell’ente nel Cda dell’Aler
affinché l’azienda per l’edilizia residenziale pubblica istituisca un punto informativo e sviluppi un piano di comunicazione per gli inquilini; ricerchi un’intesa con i Comuni per
omogeneizzare criteri e comportamenti nella definizione dell’ammontare degli affitti con particolare riferimento alla possibilità di abbattere del 20% il costo convenzionale degli
alloggi; promuova un incontro con i sindacati confederali e le rappresentanze degli inquilini per definire accordi relativamente ai dispositivi che consentono di alleggerire le ricadute sociali
della modifica dei canoni d’affitto.

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