Coniuge divorziato e coniuge superstite in lite per il trattamento di reversibilità

D: Sono la moglie di un dipendente deceduto titolare di una pensione di anzianità corrisposta dall’Inps. La sua ex moglie pretende ora di avere parte dell’assegno di pensione che mi
spetterà per successione e dice che ciò è stato stabilito dall’Inps. Come può essere vero? Come posso tutelarmi?

R: Non è come pensa Lei che tutto Le spetti solo perché è il coniuge superstite regolarmente coniugato con il dipendente defunto. La Corte di Cassazione con sentenza del 10
maggio 2007, n. 10669 ha ribadito che la ripartizione del trattamento di reversibilità, in caso di concorso fra coniuge divorziato e coniuge superstite aventi entrambi i requisiti per la
relativa pensione, deve essere effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata dei rispettivi matrimoni – coincidente con la durata legale dei medesimi (per il coniuge divorziato,
fino alla sentenza di divorzio), ponderando, alla luce della sentenza interpretativa di rigetto della Corte costituzionale n. 419 del 1999, ulteriori elementi correlati alla finalità
solidaristica sottesa al trattamento di reversibilità, quali l’entità dell’assegno di mantenimento riconosciuto all’ex coniuge ed alle condizioni economiche dei due, la durata
delle rispettive convivenze matrimoniali, elementi che non possono essere pretesi per il solo fatto che sugli stessi non si sia aperto alcun contraddittorio.
La Corte di Cassazione confermando la decisione della corte territoriale, ha respinto, perché prive di fondamento legale e giurisprudenziale, le censure sollevate dalla ricorrente
secondo cui nella determinazione della quota della pensione di reversibilità si dovesse tener conto dell’apporto contributivo, durante il periodo di convivenza, alla pensione del de
cujus.

Coniuge divorziato e coniuge superstite in lite per il trattamento di reversibilità

D: Sono la moglie di un dipendente deceduto titolare di una pensione di anzianità corrisposta dall’Inps. La sua ex moglie pretende ora di avere parte dell’assegno di pensione che mi
spetterà per successione e dice che ciò è stato stabilito dall’Inps. Come può essere vero? Come posso tutelarmi?

R: Non è come pensa Lei che tutto Le spetti solo perché è il coniuge superstite regolarmente coniugato con il dipendente defunto. La Corte di Cassazione con sentenza del 10
maggio 2007, n. 10669 ha ribadito che la ripartizione del trattamento di reversibilità, in caso di concorso fra coniuge divorziato e coniuge superstite aventi entrambi i requisiti per la
relativa pensione, deve essere effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata dei rispettivi matrimoni – coincidente con la durata legale dei medesimi (per il coniuge divorziato,
fino alla sentenza di divorzio), ponderando, alla luce della sentenza interpretativa di rigetto della Corte costituzionale n. 419 del 1999, ulteriori elementi correlati alla finalità
solidaristica sottesa al trattamento di reversibilità, quali l’entità dell’assegno di mantenimento riconosciuto all’ex coniuge ed alle condizioni economiche dei due, la durata
delle rispettive convivenze matrimoniali, elementi che non possono essere pretesi per il solo fatto che sugli stessi non si sia aperto alcun contraddittorio.
La Corte di Cassazione confermando la decisione della corte territoriale, ha respinto, perché prive di fondamento legale e giurisprudenziale, le censure sollevate dalla ricorrente
secondo cui nella determinazione della quota della pensione di reversibilità si dovesse tener conto dell’apporto contributivo, durante il periodo di convivenza, alla pensione del de
cujus.

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