Confagricoltura Torino: “Il settore agroalimentare componente essenziale dell’economia del Paese”

Confagricoltura Torino: “Il settore agroalimentare componente essenziale dell’economia del Paese”

Torino – Nel 2009 il calo del reddito agricolo in Italia si è attestato al 25,3%, il livello più critico in Europa dopo il -35,6% dell’Ungheria. Nonostante ciò le
imprese del settore hanno reagito e, per il quarto trimestre dello scorso anno l’Istat segnala un aumento del Pil agricolo ancora non quantificato ma comunque in controtendenza rispetto al calo
nazionale (-0,2%). Questo mentre l’export agroalimentare di dicembre segna una ripresa del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2008

“Sono indicazioni che ci dicono di non abbassare la guardia e che impongono alla politica di puntare sempre di più sul settore agroalimentare come componente essenziale dell’economia del
Paese”, ha detto il presidente nazionale Federico Vecchioni, intervenendo all’assemblea di Confagricoltura Torino, che si è svolta nei pressi della storica città di Cavour.

“In quest’ottica – ha proseguito Vecchioni – la delega al Governo regionale per l’attuazione delle politiche agricole costituisce un affidamento di responsabilità decisionale e
gestionale di estremo rilievo. A partire dagli incentivi per gli investimenti e sviluppo delle attività produttive che devono puntare innanzitutto a rilanciare le imprese, compensando il
gap di competitività”.

Dove e come puntare quindi?

“Un esempio – ha spiegato il presidente nazionale di Confagricoltura – può venire dall’utilizzo delle biotecnologie o dell’energia rinnovabile, temi che non devono però essere
trattati con l’ombra di pregiudizi ideologici. Contemporaneamente bisogna prevedere procedure autorizzative più snelle per favorire quei processi di ristrutturazione e diversificazione
aziendale estremamente importanti in periodi crisi economica. Queste priorità devono costituire una caratteristica imprescindibile dei programmi delle prossime amministrazioni
regionali”.

Strumento chiave sono sicuramente i Piani di Sviluppo Rurale, che occorre tarare in funzione delle reali esigenze delle imprese. E qui due cifre dimostrano quanto le regioni possono e debbono
fare. Entro il 2010 l’Italia deve dimostrare di aver speso virtuosamente 1,3 miliardi di risorse, pena la loro restituzione alle casse comunitarie. Per il Piemonte si tratta di 58 milioni da
utilizzare quanto prima; una somma pari a un quinto, del valore della produzione vitivinicola della Regione. Occorre poi rilanciare l’attività di promozione dei consumi e degli
scambi,evitando però la dispersione e la polverizzazione che fanno perdere efficacia ed efficienza alle iniziative.

Le politiche regionali per l’agricoltura devono poi avere sempre al centro dei propri obiettivi l’impresa agricola anche per quanto riguarda il credito, dove va superata la “stretta” dovuta
alla crisi economico-finanziaria, premiando le idee imprenditoriali il merito ed il talento, nonché gli incentivi per la ricerca e l’innovazione, ma anche la connessa attività di
divulgazione ed assistenza tecnica.

Su tutto, anche a livello regionale, occorre puntare molto di più sulla semplificazione delle procedure. Le Regioni con i loro Organismi Pagatori devono realizzare una maggiore
razionalizzazione ed efficienza in questo senso, coordinandosi con Agea, per omogeneizzare il metodo di lavoro. E va sempre ricordato come un’impresa di medie dimensioni attualmente debba
dedicare oltre cento giornate lavorative all’anno per espletare le attività burocratiche richieste dalle norme in vigore. Un carico che va ridotto drasticamente.

“Sul piano generale – ha concluso Vecchioni – queste politiche vanno costruite assieme alle rappresentanze delle imprese, istituzionalizzando Tavoli di consultazione e confronto. Inoltre va
realizzata una piena integrazione con le politiche destinate ad altri settori produttivi: dall’ambiente, alle infrastrutture, alla formazione, alla sicurezza sul lavoro. Un percorso che
potrà valorizzare il ruolo delle imprese agricole nel contesto dell’economia regionale. Così come deve avvenire su scala nazionale”.

 

confagricoltura.it
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