Class Action: Perchè ora si tenta di impedirne l’uso?

Class Action: Perchè ora si tenta di impedirne l’uso?

Firenze – Ieri avevamo lanciato l’allarme sulle possibili modifiche alla normativa sulla class action, modifiche che prevedono l’esclusione delle aziende di servizi di pubblica utilita’
dal poter essere portate in giudizio per il rimborso dei danni (class action aziende), potendolo invece fare con la cosiddetta class action sulla Pubblica Amministrazione (decreto Brunetta che
non prevede rimborso danni, ma solo ripristino del servizio -decreto non ancora attivo) (1).

La Confindustria era intervenuta chiedendo che questa esenzione riguardasse non tutte le aziende di servizi di pubblica utilita’, ma solo quelle che agiscono in regime di concessione (leggi:
monopolio).

L’evoluzione dei fatti e’ questa: il sen. Antonio Battaglia (Pdl) che aveva presentato un emendamento in materia al decreto “milleproroghe” ha ben accolto l’osservazione di Confindustria ed ha
riformulato il suo testo: l’esenzione non e’ piu’ per i “gestori di servizi di pubblica utilita’” ma per i “concessionari di servizi pubblici”. Il sen. Battaglia ha fatto poi sapere che sulla
nuova formulazione c’e’ gia’ il via libera del relatore del provvedimento, sen, Lucio Malan (2).

Confindustria non e’ molto soddisfatta perche’ sostiene che le distorsioni e disparita’ tra imprese non saranno evitate, ma, da come ne parla oggi il suo “house organ” IlSole24Ore, sembra che
potrebbe anche accontentarsi.
Un patto di ferro, quindi, tra una delle principali corporazioni e il Parlamento. Patto che difficilmente potra’ essere scalfitto, soprattutto per come lo vorrebbe chi difende gli interessi dei
consumatori e non solo delle imprese.
A nostro avviso la legge sulla class action contro le aziende e’ molto imprecisa, vaga e -sostanzialmente- non facilmente fruibile da parte dei diretti interessati (3).

L’esclusione delle aziende cosiddette private (quasi tutte spa con maggioranza di capitali di enti pubblici), anche nella versione edulcorata che sostanzialmente accoglie le richieste di
Confindustria, e’ una ulteriore mazzata. Ad una legge che -ricordiamolo- pur se gia’ in vigore, non ha visto ancora l’apertura di un procedimento e quindi non e’ stata rodata: fatto non di poco
conto in un sistema giudiziario dove spesso, piu’ che la legge, conta la giurisprudenza. Mazzata che fa meglio intendere il dato sintomatico di paura che l’affermazione dei diritti dei
consumatori provoca in politici e industriali.

Ci domandiamo se, oltre al Parlamento degli affari e delle corporazioni, esista anche quello del diritto, della liberta’ e della giustizia. Ed a questo Parlamento ci appelliamo, a partire da
alcuni emendamenti che grazie alla sen. Donatella Poretti faremo presentare nei prossimi giorni, perche’ non si porti a buon fine questa ulteriore mortificazione dei diritti dei cittadini
consumatori.

  1. action risarcitoria quella pa pompieri al_17054.php
  2. il “pianista” colto piu’ volte in Aula al Senato a votare per suoi colleghi assenti e attore principale delle legge per la violazione della Privacy da parte dei call center di
    Telemarketing, legge che sta facendo arrivare un multone da parte dell’Ue: https://www.aduc.it/ricerca/?testo=malanhttps://avvertenze.aduc.it/osservatorio/non chiamatela class action azione
    classe_16907.php
  3. – selvaggio commissione europea legge_115631.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Redazione Newsfood.com+WebTV – info@newsfoodcom.wpcomstaging.com

Leggi Anche
Scrivi un commento