Cia Sicilia: “Il caro petrolio mette in ginocchio l'agricoltura”

I provvedimenti del governo nazionale messi in campo per fronteggiare il caro petrolio devono riguardare anche l’agricoltura che per il rialzo vertiginoso del prezzo del greggio paga un prezzo
doppio: all’effetto diretto sul prezzo del carburante che alimenta le macchine agricole, si aggiunge, infatti, quello indiretto sull’aumento del costo delle materie prime derivate del petrolio,
tra cui antiparassitari, concimi e plastiche di copertura.

La richiesta è partita dall’assemblea della Cia siciliana che si è riunita al Jolly Hotel di Palermo e che ha deciso trenta giorni di mobilitazione del mondo agricolo
con assemblee in tutti i comuni della Sicilia. “Vogliamo porre all’attenzione dei Governi regionale e nazionale come l’aumento del costo dei carburanti e delle materie prime ad esso correlate
stiano amplificando le difficoltà che limitano fortemente le capacità competitive delle aziende agricole siciliane. Sono problemi che necessitano di interventi
immediati come l’azzeramento delle accise e la sterilizzazione dell’iva sul carburante agricolo e strutturali capaci di sostenere il recupero di competitività delle aziende nei
mercati”, ha dichiarato il presidente della Cia Sicilia Carmelo Gurrieri.

Il trend negativo dell’economia italiana e l’aumento vertiginoso del prezzo del petrolio che ha fatto lievitare enormemente i costi di produzione stanno mettendo in ginocchio il settore
agricolo. Le difficoltà del comparto economico che più contribuisce a formare il Pil siciliano sono state affrontate in assemblea alla presenza dell’assessore
regionale all’agricoltura, Giovanni La Via. “L’aumento dei costi di produzione -ha detto Gurrieri- sta determinando un ulteriore calo dei redditi degli agricoltori e l’aumento del peso della
burocrazia e della criminalità nelle campagne stanno soffocando l’agricoltura”.

Al Consiglio regionale della Cia si è parlato anche di criminalità e di burocrazia: già la Direzione regionale aveva nei giorni scorsi denunciato l’aumento
in Sicilia dei furti e la presenza della criminalità nelle campagne e di come sia in atto un’azione amministrativa tendente ad aumentare il peso già opprimente della
burocrazia. Ai già numerosi adempimenti burocratici, infatti, negli ultimi tempi s’è aggiunto anche quello dell’obbligo di presentazione della Dia, la dichiarazione di
inizio attività. Un obbligo che riguarda tutte le aziende, anche quelle preesistenti le quali, in barba alle norme sulla semplificazione, dovranno comunicare alla pubblica
amministrazione informazioni di cui quest’ultima è già in possesso.

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