Canapaforum 2022 a Napoli dal 6 al 10 settembre

Canapaforum 2022 a Napoli dal 6 al 10 settembre

Seconda edizione di Canapaforum, la conferenza internazionale sul mondo della canapa, dal 6 al 10 settembre nel Complesso monastico di San Marcellino e Festo a Napoli

di Maurizio Ceccaioni

Si svolgeranno nel centro storico di Napoli dal 6 al 10 settembre gli Stati generali della Canapa, con cinque giornate dedicate al vasto e complesso mondo della canapa, con scambio di conoscenze ed esperienze, innovazioni e approfondimenti sugli sviluppi della canapa industriale e terapeutica. Dopo la prima edizione che si tenne con successo a Milano il 27-28 ottobre 2018, il luogo scelto per questa seconda edizione di Canapaforum è il Complesso monastico di San Marcellino e Festo (con ingresso da Vico S. Marcellino). Un posto di particolare pregio nel cuore di Napoli, che dal 1907 è in parte integrato all’Università Federico II e dal 1932 ospita anche in alcuni locali il Museo di Palenteologia di Napoli.
Si trova in prossimità del decumano inferiore dell’antica Neapolis (oggi Spaccanapoli), a due passi dai principali luoghi attrattivi della città come San Gregorio Armeno, il Museo Cappella Sansevero o il Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, solo per citarne alcuni. La Chiesa di San Marcellino (XVII sec.) è una delle più belle chiese monumentali di Napoli. Ormai sconsacrata, dopo vari interventi di restauro è oggi è luogo di eventi, convegni e incontri culturali, con una sala di oltre 150 posti a sedere.

Interni sala congressi chiesa di San Marcellino e Festo

Questo evento internazionale è organizzato da Federcanapa (Federazione della canapa industriale italiana) e Sirca (Società italiana ricerca cannabis), in collaborazione con Eiha (Europea Industrial Hemp Association), l’Associazione No profit  Fracta Sativa UniCanapa e Legambiente. Come da Programma, Canapaforum 2022 si avvarrà del contributo di esperti nazionali e internazionali, con conferenze, visite ad aziende, corsi di formazione e mostra di prodotti innovativi nei settori delle costruzioni, tessile, cosmetica, mangimi, alimenti e integratori.
Dopo quattro anni dalla prima edizione milanese, è sempre più viva la necessità di dare un forte impulso a questa produzione agricola/industriale, che ci vide ai primi posti del mondo fino a cavallo del XX secolo. Una pianta antica che aspetta da tempo di riprendersi con dignità il ruolo che merita nel mondo produttivo del nostro Paese, mettendola al centro d’iniziative alla ricerca di un rilancio espansivo a livello industriale, specie in settori cardine come la bioedilizia, medico-terapeutico o alimentare.

Giardini Complesso monastico di San Marcellino e Festo

Ma c’è una sorta di ottuso ostracismo da parte di una certa politica legata a false credenze e “condizionamenti spirituali” che ha limitato di molto l’espansione della produzione della canapa nella sua “seconda vita”. Ad oggi, dopo circa mezzo secolo da quel primato che con 90mila ettari coltivati vedeva l’Italia ai vertici della produzione mondiale, sono solo 900 gli ettari di terreno coltivati ufficialmente e spesso gestiti da piccoli imprenditori agricoli: una goccia nel mare. E lo sa bene il presidente di Federcanapa Beppe Croce quando afferma che «L’Italia purtroppo stenta ancora a inserirsi in questa crescita del mercato mondiale e nel 2021 abbiamo fatto addirittura passi indietro a causa soprattutto delle posizioni assurdamente restrittive di alcuni ministeri e dell’inettitudine dell’attuale Parlamento a decidere alcunché».
La produzione di canapa ha molti vantaggi a cominciare dalla resistenza ai cambiamenti climatici e il ridotto fabbisogno d’acqua, che alla luce dei tempi che viviamo non può che essere ben visto. Ma la coltivazione di canapa non solo ha un elevato assorbimento di CO2 ed eventualmente richiede un ridottissimo impiego di prodotti chimici, ma è considerata una pianta capace di crescere in aree inutilizzabili per altre colture e adatta alla rigenerazione e decontaminazione dei terreni inquinati. Nel nostro Paese e in Campania in particolare, ci sono da sempre terre votate alla produzione di questa pianta che, grazie alle nostre condizioni climatiche e territoriali è considerata per qualità tra le migliori al mondo. La scelta di tenere a Napoli questa conferenza internazionale sulla canapicoltura non è stata casuale, perché la zona di Frattamaggiore (Na) è stata da sempre vocata alla produzione e trasformazione della canapa e qui già nel IX secolo, si producevano cordami e vele per velieri come quelle usate ancora sulla Nave scuola della Marina militare Amerigo Vespucci.
Dei suoi trascorsi di polo d’eccellenza a livello europeo per la coltivazione e lavorazione di questa pianta dai mille usi lo ricorda il cartello di benvenuto a Frattamaggiore che riporta come questa sia la ‘Città della Canapa’. Ma di questo importante centro canapiero fin dal medioevo è rimasto a futura memoria un monumento di archeologia industriale come il Linificio e Canapificio Nazionale di Frattamaggiore (Li.Ca.Na), che fu il cuore della produzione e oggi è stato riconvertito in sede per eventi e attività commerciali. Proprio qui lo scorso 27 maggio è stato assegnato alla Cooperativa Canapa Campana, il primo premio del “Concorso internazionale Canapa è” per il migliore olio prodotto da semi di canapa.

Cupola Chiesa di San Marcellino e Festo

La Canapa nel mondo

L’industria della Canapa sta riemergendo a livello globale, ritornando ad essere in molte parti del mondo di primaria importanza. Sono tante le modalità d’utilizzo di questa pianta, che vede tra i protagonisti maggiori del settore in fatto di sviluppo e crescita della ricerca tecnico/scientifica il tessile, i nuovi materiali/bioplastiche/compositi, il settore alimentare/nutraceutica/bevande, la bioedilizia, la cosmesi, i mangimi animali e i biocarburanti. Nella 7a edizione del “The European Cannabis Report” (31 marzo 2022), le previsioni di crescita del fatturato per prodotti CBD a uso medico-farmaceutico per il solo mercato europeo (2022-2026) parlano di 58 miliardi di euro.
Francia e Paesi bassi sono stati da sempre un punto di riferimento per la canapicoltura e le sue applicazioni industriali, anche se molti esperti ritengono che la Germania – che nel 2017 ha autorizzato la coltivazione di canapa per fini medici – potrebbe diventare a breve un paese trainante in Europa e nel mondo nella produzione e trasformazione della cannabis. Anche se da noi si stanno facendo avanti negli ultimi anni alti protagonisti specie dall’Europa dell’Est, il primato per la produzione spetta al Nord America (Canada e Stati Uniti), seguiti da Australia e Nuova Zelanda. Ma si sta facendo sotto un’agguerrita concorrenza asiatica guidata dalla Cina e dallo scorso giugno anche la Thailandia ha legalizzato la coltivazione e la vendita della cannabis.
«Siamo a una svolta per la canapa in Europa, perché questa coltura e i suoi innumerevoli prodotti sono perno fondamentale per gli obiettivi del Green New Deal e dei nuovi fondi europei di ricerca e sviluppo – – Per questo a Napoli vogliamo confrontarci coi protagonisti della rinascita mondiale della canapa: canadesi, americani, australiani e naturalmente coi principali attori europei» chiosa il presidente di Federcanapa Beppe Croce.

Piantagione di canapa Felina 32

Canapaforum 2022 aprirà il 6 settembre con due corsi di formazione organizzati dal coordinamento del Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi Federico II. Alle 9,30: “Canapa a uso alimentare – Metodi di coltivazione, raccolta e post-raccolta, tecniche di estrazione, destinazione di oli, panelli e farine, aspetti normativi, valutazioni economiche”. Alle 14: “Canapa a uso medico – Aspetti botanici, preparazioni fitoterapiche, regolamentazione e aspetti normativi”. Ma ci saranno molti appuntamenti di approfondimento sulla Canapa industriale in programma, a cominciare dalla conferenza del 7 settembre alle ore 9 su “Canapa Industriale: fibra e Canapulo”, che affronterà le forti limitatezze italiane nel panorama mondiale riguardo la fibra della pianta nello sviluppo del comparto, in settori strettamente connessi come bioedilizia, tessile, produzione della carta, i nuovi materiali che interessano anche il campo automobilistico, metodi di raccolta e trattamento delle fibre.
Della Canapa terapeutica si tratterà nella conferenza del 10 settembre, dove tra i punti affrontati si parlerà della critica situazione italiana per la fornitura e l’andamento del prodotto ad alto titolo in THC immesso sul mercato; la sua distribuzione nelle farmacie ospedaliere o territoriali, oggi attrezzate per le varie lavorazioni; nuove genetiche e metodi per la produzione da inserire nel mercato; quadro europeo e mondiale sull’uso della Cannabis Medica; status nella preparazione dell’olio di Cannabis Medica in farmacie territoriali e/o ospedaliere; aggiornamento sull’impiego nei casi di Fibromialgia; presentazione di studi internazionali e italiani.

Il presidente di Federcanapa Beppe Croce

Federcanapa è la Federazione della canapa industriale italiana. Nata il 20 febbraio 2016, è un punto di riferimento a livello nazionale per i produttori di canapa. Tra i suoi compiti istituzionali, quello di dare un supporto tecnico-scientifico alle diverse iniziative in atto in tutte le Regioni italiane e di rappresentare autorevolmente i canapieri nei confronti del Governo, delle amministrazioni regionali e degli altri settori industriali. Federcanapa è membro del Cluster Chimica Verde Lombardia e dell’associazione europea EIHA (European Industrial Hemp Association) e il suo vicepresidente fa parte del Board di EIHA. Le sue posizioni sulle politiche nazionali e internazionali sono riassunte in un Dossier presentato il 4 febbraio 2020 nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati.

Qui per info e le modalità per l’iscrizione. Segreteria di Federcanapa: 3338041523 – E-mail Federcanapa: info@federcanapa.it – federcanapa@gmail.com

 

Credits: FOTO Baku licenza Creative Commons/ Giardini del Complesso monastico di San Marcellino e Festo; Cupola della Chiesa di San Marcellino e Festo; Foto Beppe Croce/Federcanapa

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