Busta paga, Epifani “un piano di 5 anni per abbassare le tasse di 100 euro al mese”

Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, in un’intervista al Corriere è tornato a chiedere una riduzione delle tasse sulla busta paga dei lavoratori, in particolare Epifani ha
incitato il Governo a elaborare un piano quinquennale per aumentare lo stipendio netto, finanziabile con i tagli agli sprechi ed il prelievo sulle rendite: “Si tratta – ha spiegato – di
aumentare gradualmente nell’ arco di 5 anni la detrazione sul lavoro dipendente, per un valore che complessivamente non può essere inferiore ad un punto di Pil”.

“Avere questo orizzonte medio di tempo è importante – ha continuato il numero uno della Cgil – perché ci fa uscire dalle secche della solita discussione che ogni anno facciamo a
ridosso della Finanziaria per redistribuire 1-2 miliardi, che alla fine non se ne accorge nessuno. Così invece potremmo fare un’operazione che ha senso”.

Riassumendo, secondo Epifani ogni lavoratore dipendente dovrebbe beneficiare di una diminuzione delle tasse sulla busta paga pari a 100 euro al mese, generando una riduzione di entrate per lo
Stato pari a circa 15 miliardi di euro, che, però, potrebbero essere recuperate “con i proventi della lotta all’evasione, col riordino della tassazione sulle rendite finanziarie e con il
taglio degli sprechi che ci sono nella spesa pubblica”.
Il ministro del lavoro, Cesare Damiano, si è detto d’accordo con Epifani, specificando, però, che la riduzione delle tasse in busta paga non sarà un tema affrontato nella
Finanziaria: “Penso – ha spiegato – che il prossimo passo che il governo dovrà compiere, non però in Finanziaria, sarà quello sulla pressione fiscale sulle retribuzioni”.

“Avremo modo di discuterne – ha concluso il ministro del lavoro – ma questo è l’obiettivo. Poi vedremo se intervenendo sulle aliquote e, magari, sulla quota di restituzione del drenaggio
fiscale”.
Dall’opposizione, l’azzurro Della Vedova (che già nei giorni scorsi aveva dichiarato che i salari bassi sono causati da una “contrattazione inefficiente”) ha definito l’idea di Epifani
“indecente” e la Cgil come “un sindacato burocratico che si muove con una logica da ente parastatale: incapace di qualsiasi innovazione, non trova di meglio che chiedere “aiuti di Stato” per
coprire i suoi fallimenti”.
“È indecente – ha tuonato il parlamentare di Forza Italia – pensare che anzichè riflettere sulla inefficienza della contrattazione collettiva, sui guasti di una arcaica normativa
sul mercato del lavoro e sullo scempio di denaro pubblico determinato da un sistema previdenziale assurdamente generoso, si proponga un contributo statale di cento euro a ciascun lavoratore
dipendente e pensionato nella forma di un aumento della detrazione sul lavoro dipendente”.

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