BCE: «economia resta solida ma crescita a rischio»

L’economia di Eurolandia mantiene basi «solide» ma aumentano i rischi al ribasso per la crescita derivanti dall’incertezza sui mercati e dai «potenziali nuovi rincari del
petrolio», a lanciare l’allarme e’ la Bce che nel bollettino di gennaio conferma uno scenario di crescita in linea con il potenziale, con variabili «solide»,
redditività’ delle imprese «consistente», occupazione cresciuta «a ritmi più sostenuti» e disoccupazione ai minimi da un quarto di secolo.

Tuttavia evidenzia rischi per l’attività’ economica «connessi principalmente alla possibilità che la rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari abbia ricadute
più estese del previsto sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia esercitando un impatto negativo sulla crescita a livello mondiale e dell’area dell’euro». «Le
variabili economiche fondamentali dell’euro – spiega l’Eurotower – sono solide. Tuttavia, la rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari e’ tuttora accompagnata da incertezza
riguardo al potenziale impatto sull’economia reale, le prospettive per l’attività’ economica sono inoltre soggette a rischi al ribasso». Pertanto, continua la banca centrale,
«il Consiglio direttivo continuerà a seguire con molta attenzione tutti gli andamenti delle prossime settimane».

Secondo la Bce «le ultime informazioni suggeriscono che al volgere dell’anno la crescita sul trimestre precedente sia proceduta a ritmi più moderati rispetto al tasso dello 0,8%
osservato nel terzo trimestre del 2007 (precedentemente stimato allo 0,7%)».
L’aumento dei consumi, continua l’istituto di Francoforte,» dovrebbe pertanto seguire a contribuire all’espansione economica, in linea con il reddito disponibile reale, e la crescita
degli investimenti dovrebbe ancora favorire tale andamento.
Presupponendo che l’economia mondiale – conclude la banca centrale – evidenti nel complesso capacità di tenuta, e dunque che il rallentamento dell’economia statunitense venga mitigato
dal persistente vigore dei mercati emergenti, la domanda esterna dovrebbe continuare a sostenere le esportazioni dell’area dell’euro».

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