Assenza a visita fiscale di controllo della dipendente per rimuovere i punti di sutura

Con sentenza del 28 dicembre 2007, n. 6785, il Consiglio di Stato, sezione quinta, ha stabilito che è giustificata l’assenza della dipendente che non si rende reperibile alla visita
medica di controllo domiciliare (effettuata in un momento intermedio fra le previste due fasce orarie giornaliere) se si reca a rimuovere i punti di sutura.

Fatto e diritto – Un Comune aveva comminato a una propria dipendente la decadenza dal trattamento economico di malattia per un periodo dio otto giorni, con relativa trattenuta
retributiva, per essere risultata assente alla visita di controllo, durante le fasce orarie dell’ultimo giorno di convalescenza.
Il relativo provvedimento è stato impugnato dall’interessata con ricorso al TAR, che, però lo ha respinto poiché la responsabilità dell’impiegata risiederebbe nel
non avere comunicato per tempo l’allontanamento.
La dipendente è ricorsa in appello contro tale sentenza.
Le ragioni della dipendente e della difesa
Per la difesa il Tar avrebbe fatto confusione fra comportamento rilevante ai fini disciplinari e causa dell’assenza, su cui doveva incentrarsi il giudizio in ordine alla
giustificabilità.
La dipendente ha lamentato la violazione di legge (art. 5, comma quattordici, L. 11 novembre 1983 n. 638) e l’eccesso di potere del Comune.

La decisione della Sezione quinta del Consiglio di Stato – Per la sezione quinta del Consiglio di Stato, l’appello è fondato e merita accoglimento in quanto la dipendente si
è allontanata dal proprio domicilio in un momento intermedio fra le due previste fasce orarie (quella antimeridiana compresa fra le ore 10 e le ore 12 e quella pomeridiana compresa fra
le ore 17 e le ore 19) per le visite di controllo per sottoporsi alla rimozione dei punti di sutura. Infatti, per farsi togliere i punti, la donna si era recata all’Ospedale l’ultimo giorno
concessole per la convalescenza, anche con la finalità di evitare di dovere richiedere altro giorno di permesso per tale incombente (peraltro indispensabile alla sua salute e non
eludibile).
Per il Consiglio di Stato, la non completa rimarginazione della ferita operatoria avrebbe potuto comportare la continuazione della convalescenza e l’impossibilità di rientrare in
servizio. Inoltre, la circostanza che la dipendente si fosse recata all’ospedale vicino al proprio domicilio al termine finale della fascia oraria antimeridiana costituisce una circostanza che
doveva essere apprezzata con ragionevolezza, non a carico della dipendente bensì in suo favore, in quanto rispondente ad una necessità di rimuovere i punti di sutura e di
controllare il decorso postoperatorio ai fini del rientro in servizio.
Quanto alla disposizione contrattuale che impone l’obbligo della comunicazione in caso di allontanamento «durante le fasce di reperibilità», per il Consiglio di
Stato è norma di stretta interpretazione, che non contempla l’ipotesi differente di allontanamento nella fase intermedia, nell’ambito della quale un causa non prevista impedisce il
rientro del dipendente nel domicilio dichiarato.
Se, dunque, l’allontanamento è avvenuto nella fase temporale intermedia, l’assenza nella fascia pomeridiana successiva deve essere considerata e valutata con ragionevolezza, in rapporto
alle ragioni che l’hanno determinata.
Ne consegue, che, nell’ipotesi in esame, la mera indicazione della norma applicata non costituisce idonea (ancorché sintetica) motivazione della misura adottata, ma, al contrario elude
l’obbligo giuridico di valutare le giustificazioni addotte.

Consiglio di Stato, sezione quinta, sentenza n. 6785 del 28 dicembre 2007

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