Assegno familiare: la residenza effettiva in Italia è requisito indispensabile

L’Inps, con messaggio n. 12286 del 4 giugno 2008, ha fornito precisazioni in merito al requisito della residenza nel territorio per il riconoscimento degli assegni sociali nel caso in cui la
residenza anagrafica non coincida con quella di fatto.
L’Istituto ha ricordato che la residenza effettiva rappresenta un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale e che essa si perfeziona con la dimora effettiva, stabile ed
abituale in Italia.
Pertanto le sedi procedono alla sospensione dell’assegno sociale in caso di permanenza all’estero per un periodo superiore ad un mese, fatta eccezione per le situazioni derivanti da gravi
motivi sanitari opportunamente documentati da parte dell’interessato.
Dopo un anno dalla sospensione, inoltre, le Sedi verificano la sussistenza della situazione e revocano il beneficio.
L’Inps, inoltre, ha precisato che, se si verificano circostanze che possono far sorgere dubbi sulla permanenza stabile in Italia, le Sedi attivano verifiche e controlli per riscontrare la
veridicità delle precedenti dichiarazioni del pensionato, coinvolgendo, se necessario, la Polizia Municipale e le altre autorità di Pubblica Sicurezza per le indagini di
competenza.
In ogni caso, l’Istituto ha stabilito che devono essere effettuati controlli periodici quando il pagamento delle prestazioni avviene a mezzo delegato o con accredito su conto corrente bancario
o postale e, comunque, a campione, sulle dichiarazioni di responsabilità che riguardano le prestazioni AS, come previsto dalle vigenti disposizioni, in generale, in materia di
autocertificazioni.

Inps, messaggio n. 12286 del 4 giugno 2008

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