Archiviato un 2007 non esaltante per l'agricoltura piemontese

Il 2007 se n’è andato e Confagricoltura, com’è consuetudine, tira le somme dell’anno appena trascorso: una campagna non esaltante, con produzioni quantitativamente contenute, a
causa delle minori semine, ma anche dell’andamento climatico, con risultati tuttavia in alcuni casi positivi, dal punto di vista dei prezzi, la congiuntura internazionale ha spinto al rialzo le
quotazioni delle materie prime agricole, soprattutto cereali e latte.

Non si è trattato comunque di un aumento generalizzato, né capace di determinare un incremento rilevante del valore aggiunto agricolo. Infatti, per molti prodotti si è
registrato un calo delle quotazioni, a cominciare dalle carni suine. Per lo più si è trattato quindi di un recupero rispetto all’andamento dei costi di produzione, pure in
costante aumento. Nel complesso, sulla base dell’andamento della produzione e dei prezzi, Confagricoltura stima che il valore aggiunto agricolo dovrebbe mantenersi grosso modo stabile al
livello dell’anno precedente. Per quanto riguarda i seminativi, l’attenzione si è concentrata sull’evoluzione positiva dei prezzi dei cereali, specie del frumento. L’andamento positivo
potrebbe continuare, anche perché i livelli produttivi si sono mantenuti bassi a causa di rese non brillanti. Anche per i semi oleosi (soia, girasole e colza) il vistoso calo degli
investimenti ha determinato un corrispondente calo delle produzioni. Così come la barbabietola da zucchero ha visto proseguire il drastico ridimensionamento degli investimenti, in
conseguenza del piano di ristrutturazione del settore. Nella zootecnia, per il comparto della carne bovina prosegue il periodo di contenimento della consistenza di stalla e delle produzioni.
Diminuiscono i capi e diminuisce l’autoapprovvigionamento di carne, mentre aumenta la dipendenza dall’estero.

Un dato, questo, comune anche al comparto della carne suina, che nel 2007 ha marcato un significativo arretramento delle quotazioni (meno 10-14%), a fronte di un aumento dei capi allevati del
2%. Per il latte, il trend positivo delle quotazioni che ha seguito a breve distanza quello dei cereali, ha consentito di recuperare parzialmente i maggiori costi che gravano sugli allevamenti.
Si paventa, però, l’effetto del possibile aumento lineare delle quote che potrebbe, già dalla prossima campagna, vanificare i progressi nelle quotazioni e penalizzare gli
allevatori che hanno acquistato quote con notevoli investimenti finanziari. Le produzioni avicole stanno recuperando ancora il periodo negativo conseguente all’ingiustificato clamore della
crisi causata dall’influenza aviaria. Le produzioni sono aumentate del 15-20% e le quotazioni sono anch’esse in recupero. Anche per le uova la produzione è in aumento, in seguito ad una
crescita della domanda, e le quotazioni si mantengono discrete. Permane però la preoccupazione per i rincari dei cereali che, come per la filiera suinicola, potrebbero determinare
aggravi insostenibili dei costi. Per la produzione vitivinicola, quella del 2007 sarà ricordata come una delle vendemmie più povere degli ultimi venti anni. Le alte temperature
estive hanno anticipato i tempi di raccolta e la produzione è stata di circa il 13% inferiore a quella dell’anno precedente.

D’altro canto, la qualità è molto buona, con addirittura punte di eccellenza. Anche per l’ortofrutta, l’annata è stata influenzata dall’andamento climatico anomalo. La
siccità ha determinato un calo delle produzioni diffuso, sia a carico degli ortaggi, sia a carico della produzione di frutta. Per il florovivaismo, infine, la produzione si è
mantenuta stabile, con una lieve flessione, anche in questo caso dovuta al cattivo andamento climatico.

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